“L’assemblea degli operatori sanitari SEUS 118 in servizio presso le isole minori di Lipari e Salina ha deliberato, all’unanimità, la proclamazione dello stato di agitazione del personale interessato. Tale decisione, ormai inevitabile, è maturata dopo numerosi e infruttuosi tentativi di confronto con la SEUS S.c.p.A. e con gli Assessorati regionali competenti, finalizzati a ottenere il rimborso delle spese di viaggio sostenute per gli spostamenti via mare sulle tratte Milazzo–Eolie”.
Lo scrive in una nota la Cisl-Fp.
“Gli operatori, infatti, si trovano a dover sostenere mensilmente costi insostenibili rispetto al loro salario (circa 1.300 euro netti): il solo abbonamento per 26 corse di aliscafo ammonta a 316 euro, con validità di 75 giorni. Tale abbonamento non è prorogabile in caso di malattia, ferie o assenze d’ufficio, né può essere utilizzato in caso di cambio turno o postazione (ad esempio, da Lipari a Salina), costringendo i lavoratori a ulteriori esborsi. La situazione si aggrava ulteriormente nei casi di maltempo, quando il servizio di aliscafo viene sospeso e i lavoratori devono utilizzare la nave di linea, pagando interamente un nuovo biglietto senza possibilità di utilizzare l’abbonamento già sottoscritto. In tali circostanze, gli operatori non riescono a raggiungere il luogo di lavoro negli orari prestabiliti, subendo ritardi ingiustificati che vengono coperti con permessi personali non retribuiti, o addirittura perdendo l’intera giornata lavorativa. A fronte di tali gravissime difficoltà economiche e logistiche, gli operatori SEUS 118 delle isole minori di Lipari e Salina si trovano a dover sostenere, ogni mese, spese superiori ai 400 euro, equivalenti a quasi un terzo del loro stipendio. E ciò pur garantendo, con immenso senso di responsabilità, un servizio di emergenza–urgenza essenziale e continuativo, svolto su turni h24, senza beneficiare delle stesse indennità previste per le postazioni sulla terraferma. Ciò che rende ancor più inaccettabile la situazione è la palese disparità di trattamento rispetto agli altri operatori SEUS impiegati nelle isole minori della Regione Siciliana: nelle isole di Pantelleria e Lampedusa, infatti, ai lavoratori viene integralmente garantita la gratuità dei trasporti marittimi. Gli addetti di Lipari e Salina risultano pertanto gli unici esclusi da tale diritto, nonostante siano anch’essi impegnati nel medesimo servizio pubblico, con identiche responsabilità e carichi di lavoro. Tale discriminazione contraddice la ratio del decreto che riconosce la gratuità dei trasporti ai dipendenti pubblici, producendo un’applicazione a macchia di leopardo e generando condotte palesemente discriminatorie verso lavoratori che garantiscono la sicurezza sanitaria del territorio isolano. Per tutte le motivazioni sopra esposte, e preso atto del crescente stato di sofferenza economica e morale dei lavoratori coinvolti – alcuni dei quali ormai indebitati per importi superiori ai 2.000 euro – la CISL FP di Messina proclama ufficialmente lo stato di agitazione del personale SEUS 118 operante nelle isole minori di Lipari e Salina. Lo stato di agitazione degli operatori sanitari SEUS costituisce il primo atto del percorso di mobilitazione sindacale, che potrà estendersi fino alla proclamazione dello sciopero. Si chiede, pertanto, a S.E. il Prefetto di convocare con urgenza un incontro in presenza con tutte le parti interessate al fine di avviare una fase di conciliazione e di raffreddamento del conflitto, individuando soluzioni idonee a ristabilire la parità di trattamento e a porre fine a una condizione di ingiustificata discriminazione.”
Concludono i sindacalisti.

