I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno eseguito un decreto di sequestro patrimoniale, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, in accoglimento della proposta avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, nei
confronti di una persona ritenuta socialmente pericolosa ai sensi del C.d. Codice Antimafia, per la ritenuta appartenenza alla struttura associativa di tipo mafioso radicata nell’area dei Nebrodi, nota come famiglia dei
“Tortoriciani”.
La ricostruzione degli elementi posti a sostegno della pericolosità qualificata del soggetto fonda sulle evidenze giudiziarie confluite nell’indagine convenzionalmente denominata “NEBRODI 2”, coordinata dalla Direzione Distrettuale di Messina, riguardante la mafia dei pascoli, articolata sui distinti clan dei Bontempo Scavo e dei Batanesi, che gestivano le attività estorsive tese alle illecite acquisizioni di terreni agricoli, nell’area dei Monti Nebrodi e sul versante tirrenico della Provincia di Messina. Il quadro indiziario risulta arricchito dalle dichiarazioni rese da diversi collaboratori di giustizia, già appartenenti alla medesima organizzazione mafiosa, operante su quel territorio, confermando il ruolo apicale del destinatario del provvedimento all’interno
dell’articolazione mafiosa dei “Bontempo Scavo”, operante nella fascia tirrenica della provincia di Messina.
Il soggetto, risulta tuttora sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere in attesa del giudizio di primo giudizio, essendo stato raccolto a suo carico un grave quadro indiziario accusato in ordine alla partecipazione ad
un’associazione per delinquere, finalizzata alla commissione di plurime condotte fraudolente colte all’indebita percezione di erogazioni pubbliche erogate dall’Agea per il sostegno dell’attività agricola, in violazione dei
regolamenti dell’Unione Europea. In dettaglio, i comportamenti si sarebbero concretizzati nella presentazione di istanze fittizie, accompagnate da documentazione artefatta, al fine di dissimulare i presupposti necessari per la percezione dei contributi comunitari, con la consapevole partecipazione degli operatori dei centri di assistenza
agricola, attraverso la omissione dei doverosi controlli cui erano preposti.
Mafia dei pascoli, sequestro da 1,6 mln di euro della GdF
venerdì 16 Gennaio 2026 - 11:41
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