I villaggio collinari, messi alla prova del maltempo che ha sferzato Messina lo scorso fine settimana, hanno toccato con mano la fragilità di un territorio comunale colpevolmente dimenticato dall’amministrazione. Otto anni sono un’era geologica e non regge più la scusa che la colpa è di quelli che c’erano prima. Lo hanno capito gli abitanti dei villaggi collinari, messi a dura prova dal maltempo. Quando vedi la morte in faccia, scatta un senso di rivalsa che poi si tramuta in protesta. Cosa che sta accadendo alle Masse, dove sabato sera un cittadino ha rischiato di essere risucchiato da una frana. Serpeggia tanta rabbia e sabato ci sarà la resa dei conti durante un’assemblea pubblica. Gli assessori hanno declinato l’invito perché impegnati nella convention di Caltagirone. Una “parata” politica evidente vale di più rispetto alla sicurezza dei cittadini.
Gli incendi che nel corso degli ultimi anno hanno devastato le zone collinari, hanno reso il territorio troppo permeabile rispetto alle precipitazioni. E le frane che si registrano da Nord a Sud sono la logica conseguenza di un disinteresse diffuso. E dire che in campagna elettorale, l’ex sindaco Cateno De Luca e il suo successore Federico Basile, hanno fatto presa su quei territori, diventati un importante bacino elettorale. Un bacino che però si sta svuotando rispetto alle promesse fatte e mai mantenute.
Nemmeno un progetto di consolidamento dei costoni con i Fondi del PNRR, nessun lavoro eseguito per rendere più sicure quelle strade che conducono ai villaggi collinari. Tranne l’ordinaria amministrazione, come il taglio di qualche albero pericolante.
I soldi sono stati dirottati nel centro cittadino, laddove si sono spesi milioni di euro per le iniziative natalizie e per rendere il salotto – ormai spopolato – più elegante possibile.
Adesso i cittadini dei villaggi presentano il conto perché stanchi delle promesse e soprattutto perché disposti a non negoziare più la propria vita per un “misero” voto.
D. Gam.

