Il riconoscimento retroattivo delle qualifiche di lavoratori regionali ai dipendenti del Teatro Vittorio Emanuele rappresenta un passaggio importante e atteso, che mette fine a una lunga e complessa vicenda giuridica legata alla gestione del personale dell’ente.
A sottolinearlo è Alessandro Russo, che saluta con soddisfazione una decisione che restituisce dignità e diritti a lavoratrici e lavoratori che, per anni, hanno garantito con professionalità e sacrificio l’operatività e la stessa sopravvivenza del Teatro, pur vivendo in una condizione di forte precarietà e dipendenza dalle scelte politiche contingenti.
Tuttavia, accanto a questo risultato positivo, Russo evidenzia una grave e irrisolta contraddizione. Se per i dipendenti del Teatro si è finalmente arrivati a una soluzione, non si può dire lo stesso per la lunghissima e dolorosa vicenda degli orchestrali del Vittorio Emanuele, da oltre vent’anni sospesi tra promesse e rinvii.
Una situazione che, secondo Russo, sembra ormai relegata dalla politica regionale e locale nel registro del “né ora, né mai”. Gli orchestrali continuano a vivere in una condizione di precarietà cronica, nonostante siano una componente essenziale per la funzionalità artistica del Teatro.
L’esponente politico del PD richiama direttamente alle responsabilità istituzionali l’assessora regionale al Turismo e Spettacolo, Elvira Amata, chiedendo un percorso normativo chiaro e definitivo per la stabilizzazione dei musicisti; il sindaco di Messina, Federico Basile, che nei documenti di programmazione dell’Amministrazione – inclusi gli obiettivi di mandato e il DUP – ha più volte indicato la volontà di costituire un’orchestra sinfonica stabile a servizio del Teatro.
Parole che, però, secondo Russo, non hanno trovato alcun seguito concreto.
“Di fronte a dichiarazioni e impegni ripetuti negli anni – sottolinea – ciò che è seguito è stato semplicemente il nulla. Né da Palermo, né da Messina. Ed è un fatto gravissimo”.
La stabilizzazione degli orchestrali non è solo una questione di diritti del lavoro, ma una scelta strategica per il futuro culturale della città. Garantire continuità e sicurezza a chi da anni sostiene l’attività musicale del Teatro significherebbe rafforzarne la capacità produttiva, rilanciarne il ruolo nel panorama culturale cittadino e chiudere una vertenza che appare inspiegabilmente lasciata aperta da troppo tempo.
“Dopo il giusto riconoscimento ottenuto dai dipendenti dell’Ente – conclude Russo – è tempo di affrontare e chiudere anche la vicenda, altrettanto centrale, degli orchestrali del Teatro Vittorio Emanuele. Non farlo significa continuare a svilire il valore della cultura e di chi la rende possibile”.

