Un pomeriggio d’inferno quello vissuto ieri dagli automobilisti diretti da Nord verso il centro della città. Automobili e mezzi pesanti imbottigliati per ore fra viale della Libertà, viale Giostra e via Garibaldi. Qualcosa di irraccontabile, qualcosa che ha scatenato sui Social l’ira dei cittadini, i quali hanno puntato l’indice contro l’amministrazione comunale.
Il tema della viabilità, da sempre, affligge Messina e nessuna amministrazione è stata in grado di affrontarlo in maniera seria e costruttiva. La “visione” dell’assessore Salvatore Mondello, fin troppo innamorato del modello scandinavo, non è certamente la soluzione al problema. Anzi, il problema è stato accresciuto dal restringimento delle strade per fare spazio alle piste ciclabili, ma soprattutto sono stati sottratti alle automobili chilometri quadrati di asfalto per realizzare parcheggi di interscambio, la maggior parte dei quali si sta rivelando inutile. Insomma, uno spreco di soldi pubblici.
Il modello-scandivano è irrealizzabile in una città con una conformazione geografica quasi unica in Italia, dove esistono solo tre strade (compresa la circonvallazione), che uniscono Nord a Sud. Se proprio l’assessore Mondello avesse voglia di replicare un modello esistente che vada a farsi un giretto per Genova, città dalle caratteristiche analoghe a Messina.
Ieri, i messinesi hanno compreso che in caso di evento calamitoso sono destinati a fare la fine dei topi. Non esistono vie di fuga e questo lo ha dimostrato il traffico infernale che si è prodotto ieri pomeriggio per l’incidente che ha visto coinvolto un mezzo pesante. A proposito, la causa dell’incidente è da ascrivere a Palazzo Zanca, reo di avere sfrondato gli alberi di viale della Libertà, i cui rami sfiorano addirittura le automobili. Figurarsi al passaggio di un tir.
A questo punto, è necessario un intervento risoluto del prefetto di Messina, la dott.ssa Cosima Di Stani. Quello della viabilità è diventato un problema di ordine pubblico e solo il prefetto può mettere un freno a quella visione di Palazzo che rischia di diventare criminale. Quini non si può “giocare” (politicamente parlando), sulla pellaccia dei messinesi.
D. Gam.

