L’ennesima pista ciclabile di via Geraci, non l’ultima perché in programma ve ne sono altre, ha scatenato un vespaio di polemiche che hanno spinto ieri sera il sindaco a rilasciare a un post su Fb un invito a parlarne.
Un post corredato da tre foto, tratte da altre città italiane dove si sono mostrare piste analoghe. Non abbiamo scorto immagini di Genova, unica città italiana simile a Messina e che potrebbe rappresentare un vero modello da seguire. Aspettiamo.
Il fatto che altre città abbiano introdotto delle “piste creative” non significa che si tratti di un “modello” da replicare in una città come Messina. Da sempre, quello della viabilità è un tema controverso o so vogliamo un problema irrisolto. Già, caro sindaco forse lei non ha chiaro un concetto che è, al contrario, è chiarissimo ai cittadini: Messina non ha strade per via della sua conformazione geografica.
Una città che si abbarbica in collina e che di fatto ha solo due – forse tre con la via del Mare quando non piove – strade che collegano nord a sud, non può permettersi il lusso di comprimere le sue carreggiate.
Basta partire da questa considerazione per comprendere che le strade che ci sono non vanno toccate a vantaggio delle biciclette. E poi, parliamoci chiaramente, dove sono tutti questi ciclisti a Messina?
Giusto parlarne, il suo è un invito corretto. Ma parliamone prima di calare dall’alto le proprie decisioni, prese dall’assessore Salvatore Mondello che pensa di trasformare Messina nella Oslo del Mediterraneo.
Certo, lei dirà ma quando i messinesi vanno fuori apprezzano, poi qui si lamentano. Le rispondo perché recentemente sono stato al Nord in una di quelle città che si muove sulle due ruote, come Padova. Le assicuro che il “modello ciclabili” sta fallendo miseramente anche da quelle parti e già sono passati allo step successivo. Sfruttiamo questo vantaggio, ci consentirebbe di non commettere gli errori che hanno già sperimentato gli altri.
Infine, le rammentiamo che per ogni pista ciclabile che viene aperta c’è un commerciante che chiude. Su questo l’aggiorneremo con dati aggiornati al 2025 e poi c’è poco da stare allegri.
D. Gam.

