Tanto tuonò che piovve. Cateno De Luca è finito nel “tritacarne” di Palazzo dei Normanni dopo che, con grande sorpresa dei deputati di maggioranza, è “spuntata” nella finanziaria una “mancetta” da 100mila euro in favore del Comune di Santa Lucia del Mela. Una violazione del “patto d’onore” che avevano sottoscritto i deputati della maggioranza con la garanzia del governatore Renato Schifani.
Lo “Sciamano del Nisi” ha voluto sfidare le leggi della fisica inserendo un emendamento che prevede un finanziamento a fondo perduto, quindi una “mancetta” in favore del Comune amministrato dal suo deputato, Matteo Sciotto.
Poi sono stati passati al setaccio tutti gli emendamenti di “Sud chiama Nord” ed venuto fuori un quadro che ha fatto saltare dagli scranni i parlamentari. Soldi, fiumi di soldi destinati all’AMAM di Messina, altri drenati all’IACP e diretti nelle casse di Arismé ed altro ancora.
Di fronte alle pretese di De Luca c’è stata una levata di scudi della coalizione di maggioranza e il governatore Schifani ha dato il via libera al taglio degli emendamenti.
E adesso De Luca è finito all’angolo.

