Si ride (molto) e si riflette (tanto) nella stand-up comedy “Donna Sarina contro i crackers” che ha visto esordire in scena al Monte di Pietà la giornalista Rosaria Brancato con la regia di Vincenzo Tripodo.
Sotto l’abito della comicità c’è la denuncia, tra sorriso amaro e stilettate, di una società che ha rimosso il covid senza curarne le ferite, che alzato muri e barriere virtuali creando nuovi vizi e manie. C’è il “giornalismo che non c’è più” tra copia e incolla e addio alle inchieste in strada, ma anche quella paura degli altri che la pandemia ci ha lasciato ma ci sono anche incursioni nei fatti attuali, dalla Messina senz’acqua all’incubo del viadotto Ritiro e della A20, dalle conquiste usate come specchietti per le allodole fino alla delega al taglio e cucito…..destinata alle donne delle giunte. Tra il siparietto esilarante della focaccia fatta in casa mentre si cantava nei balconi e le battaglie delle donne passate dai cortei per la legge 194 agli spot sui tampax, la giornalista Rosaria Brancato denuncia e donna Sarina cattura il pubblico lasciandolo col sorriso amaro della riflessione.
Prodotto dall’associazione Arb di Davide Liotta il monologo ha il patrocinio del Comune di Messina (assessorato allo Spettacolo) e dell’Auclis (assocaizioni unite cultura lingua siciliana), sponsor Anpit Azienda Italia (Dipartimento donne d’Impresa coordinato da Lidia Dimasi).
Applausi a scena aperta e standing ovation finale, risate e battute con il pubblico quindi per l’esordio di Donna Sarina che nella suggestiva cornice del Monte di Pietà ha raccontato “a modo suo” , ironica e a tratti dissacrante, com’è cambiata la società dopo il covid e come la situazione femminile sia peggiorata tra licenziamenti, lavoro nero e divario di genere. Un testo attuale, ironico, a tratti dissacrante che ha sullo sfondo Messina ma potrebbe essere qualsiasi città del post covid, che invita a riflettere su quanto sia peggiorata la condizione femminile e sull’importanza delle reti tra le persone.

