Una casa per i rider, soddisfatta Cgil

Michele Bruno

Una casa per i rider, soddisfatta Cgil

giovedì 04 Gennaio 2024 - 12:22

Anche a Messina ci sarà un luogo di riparo dedicato ai rider, le lavoratrici ed i lavoratori che si occupano delle consegne di cibo dai locali e ristoranti della città. L’amministrazione comunale ha individuato la così detta “Casa dei rider” in una ex cabina Enel in Viale Principe Umberto, nelle vicinanze dell’Orto Botanico, ed ha affidato i lavori di adeguamento alla nuova funzione per 93mila euro, per rendere lo spazio confortevole agli operatori che affrontano continuamente condizioni di ogni genere, sotto il sole, la pioggia e al freddo, con un motomezzo o con la bici.

I lavori di manutenzione sono stati affidati alla Nuova Edil e consisteranno in 44mila euro. Altri 33mila euro sono per spese tecniche, imprevisti, allacci, arredi, conferimento a discarica e iva mentre 16mila euro saranno economie da ribasso.

“Un progetto importante per i lavoratori e le lavoratrici del food-delivery” evidenziano i segretari generali della Cgil Messina Pietro Patti e delle categorie Filt e Nidil, Carmelo Garufi e Ivan Calì sulla realizzazione della Casa dei Rider che sarà realtà anche a Messina.

“Il luogo e le somme messe a disposizione dal Comune di Messina per concretizzare un’iniziativa dal grande valore – dichiarano Patti, Garufi e Calì – rappresentano un fatto molto significativo per la città che sarà tra quelle che hanno deciso di intraprendere un percorso di dignità del lavoro per garantire agli addetti del settore un luogo in cui ristorarsi e dove avere servizi utili, realizzando di fatto uno spazio a disposizione di tutti i rider del territorio cittadino. Un percorso che abbiamo promosso e chiesto all’Amministrazione comunale che ha mostrato disponibilità a portare a compimento tale progetto”.

“Come abbiamo fatto presente nell’interlocuzione portata avanti in questi mesi – proseguono i segretari di Cgil, Filt e Nidil – la realizzazione della Casa dei Rider è un’azione rilevante per migliorare le condizioni di lavoro degli operatori e delle operatrici, partendo dalla possibilità di poter usufruire di un luogo in cui ripararsi. Ribadiamo la disponibilità a dare il nostro contributo fino alla conclusione dell’iniziativa avviata”.

Michele Bruno.

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