Autentica bufera sul commissario straordinario del Papardo, Alberto Firenze. La Uil-Fpl chiede la revoca della nomina del capo Dipartimento del nosocomio messinese e spedisce gli atti alla Procura. L’atto d’accusa nei confronti del manager della Sanità è pesantissimo perché l’organizzazione sindacale reputa la nomina illegittima.
La Uil-Fpl, con una nota a firma del segretario generale, Livio Andronico, spedita ai vertici della sanità regionale e alla Procura della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, sostiene che la nomina vada subito revocata perché ritenuta illegittima.
“Facendo seguito alla nostra precedente del 11/09/2023, – si legge nel documento – la scrivente organizzazione sindacale, rimane alquanto perplessa, in merito al mancato intervento della S.V. al fine di revocare in autotutela la deliberazione n.950 del 31/08/2023, che a nostro avviso appare completamente illegittima. Infatti, la nomina a capo dipartimento aziendale cardiotoracovascolare a favore di un dirigente medico Dr. F. P., il cui rapporto di lavoro a far data dal I° luglio risulta essere instaurato con l’Università di Messina, viola in maniera grave il CCNL dell’Area medica e l’art. 17 bis del D.lg. 502 del 1992 che nella fattispecie al comma. 2 prevede “che Il Direttore del Dipartimento è nominato dal Direttore Générale tra i dirigenti con incarichi di direzione delle SS.CC. aggregate nel dipartimento.” Si rammenta ancora una volta, che la Convenzione stipulata tra l’A.O. Papardo e L’Università di Messina prevede che il Dr. F.P. si occupi esclusivamente dell’attività assistenziale della cardiochirurgia del nosocomio. Come è ben noto, l’Università di Messina, per i fatti recentemente accaduti è attenzionata dall’intero Paese Italia. Non vorremmo minimamente immaginare, che quanto denunziato dalla scrivente, a causa della sua completa inerzia, possa rappresentare anche per l’A.O. Papardo una ulteriore immagine negativa della sanità messinese. Pertanto, si reitera urgente revoca in autotutela della delibera n.950 del 31/08/2023”.
Conclude la nota sindacale.

