“Auguro alla mia città un sereno e Santo Natale“. Gli auguri giungono da oltre 15mila chilometri di distanza. Antonino Signorino, 33 anni, messinese, fa parte della spedizione Enea in Antartide: è un tecnico altamente specializzato, scelto per fornire indispensabile assistenza logistica alla “base” italiana Concordia, in Antartide. Da inizio ottobre Signorino si trova dall’altro capo del mondo e ci rimarrà fino a febbraio, quando è previsto il suo rientro in Patria.
Antonino è uno dei tanti giovani messinesi che, per affermarsi, ha dovuto lasciare la sua città di origine, a il suo legame non l’ha mai spezzato. E rivendica le sue origini.

Raccontaci di questa tua esperienza…
“Ho risposto ad un bando per un’esperienza unica nel suo genere, andare a lavorare e vivere su un ghiacciaio spesso 3 chilometri, ad oltre 15mila chilometri dalla mica città. Sono stato scelto e adesso sto vivendo questa esperienza unica nel suo genere“.
Parlaci dell’Antartide, comè?
“Fa moltissimo freddo nonostante qui sia piena estate. Ovunque mi giro vedo solo il bianco della neve e del ghiaccio. Non esiste la notte, qui è sempre giorno e il sole fa un effetto che è impossibile descrive. Qui è tutto diverso rispetto a quello che siamo abituati a vedere. L’arcobaleno, per dirne una, è circolare. Come fosse una palla“.

Cosa ti manca di Messina, la tua città…
“Qui, nonostante la nostra base sia molto attrezzata, non ci manca praticamente niente. Una cosa mi manca, il mare del nostro Stretto. So che adesso fa anche bel tempo e immagino che bel clima ci sarà a Messina. Ecco mi mancano i mitici arancini, quello sì…“.
Fai parte di una spedizione scientifica italo-francese. Parlaci dei tuoi rapporti extra-professionali…
“E’ una bellissima esperienza anche sotto il profilo umano perché ho conosciuto ricercatori stranieri. Siamo una grande famiglia, stiamo bene, approfittiamo dei momenti liberi per la nostra aggregazione, con partite a biliardino, a carte. Poi si legge tanto, si cerca di rimanere informati. Leggo spesso il vostro giornale per sapere cosa succede a Messina“.

Vuoi approfittare per fare gli auguri a qualcuno in particolare?
“Certamente, colgo l’occasione per farli alla mia famiglia, ai miei nonni, agli zii e a tutti quelli che mi conoscono. Ma in particolare vorrei farli a Salvatore Ragno, al quale sono particolarmente legato“.
Raccontaci il tuo Natale in Anatartide…
“Qui rispetto all’Italia siamo avanti con il fuso orario. Dico che siamo proiettati nel futuro. Abbiamo festeggiato con sette ore d’anticipo rispetto a voi con il classico cenone e il poi il pranzo di Natale. Ci siamo anche scambiati i regali di Natale. L’atmosfera è decisamente bella…“

Prima di andare via cosa farai in Antartide…
“Ricollocare in maniera ben visibile un cartello con scritto Messina e la distanza che ci separa. Voglio lasciare un segno tangibile che parli della mia città…”

