Cateno De Luca è preoccupato, non lo dà a vedere. La richiesta a tre anni avanzata dal procuratore generale Felice Lima nel processo d’appello per il cosiddetto “scandalo-Fenapi” non può fare dormire sonni tranquilli al leader di “Sicilia Vera”. De Luca è sotto processo per un’evasione milionaria (1,7 mln di euro).
Sebbene in primo grado l’imputato-De Luca abbia ottenuto l’assoluzione, la pubblica accusa in Appello ha avanzato una richiesta di condanna molto pesante. Ma ciò che stupisce, per certi versi, è come il procuratore generale Lima abbia motivato la sua richiesta di condanna, giudicando “stupefacente” l’assoluzione.
Non si tratta di un dettaglio, ma di una frase che “boccia” di fatto il lavoro dei giudici di primo grado.
Ovviamente Cateno De Luca che ha utilizzato i mezzi di distrazione di massa, convocando una conferenza stampa nel giorno dell’udienza con l’obiettivo di edulcorare la notizia proveniente dal Palazzo di Giustizia, non è per niente tranquillo.
Naturalmente, manco a scriverlo, siamo garantisti, ma è allo stesso tempo quindi giusto che la giustizia faccia il suo corso. Tuttavia, il problema per De Luca esiste come è esistito per altri politici, contro i quali il leader di “Sicilia Vera” si è scagliato. Ma esiste la legge del contrappasso (almeno politico), ed è giusto rilevare che Cateno De Luca non goda di alcuna forma di immunità.
Il 19 dicembre prossimo si avrà la sentenza.

