Il procuratore generale della Corte d’Appello di Messina ha chiesto la pena di tre anni per Cateno De Luca.
Il prossimo dicembre si avrà la sentenza. Rabbiosa la reazione del leader di Sicilia Vera con un post su Fb.
Il procuratore generale ha infatti definito stupefacente l’assoluzione in primo grado.
De Luca a corredo del post ha inserito una foto dal carattere simbolico che lo ritrae attorniato dai carabinieri.
Oggi si è svolta la prima udienza in appello del processo FENAPI.
Il sostituto procuratore generale Felice Lima ha definito la sentenza di primo grado del 10 gennaio scorso che ci ha assolto “perché il fatto non sussiste” una “sentenza assolutoria di primo grado stupefacente”.
Dopo ben 19 udienze celebrate dal 2018 al 2021 …
Il 10 gennaio 2022 veniamo tutti assolti con formula piena perché “il fatto non sussiste”
Mi amareggia tanto che un magistrato possa definire “stupefacente” il lavoro di un altro magistrato e credo che la continenza verbale tra colleghi della magistratura debba essere una regola che oltre al profilo deontologico e disciplinare attiene all’etica che tutti i magistrati dovrebbero avere come stella cometa per un’attività così delicata che segna in modo irreversibile il destino degli esseri umani.
Di seguito si riportano le affermazioni del nostro collegio di difesa:
“Il collegio di difesa di Cateno De Luca,Carmelo Satta e Giuseppe Ciatto residui imputati di un processo per presunte violazioni tributarie già assolti in primo grado perché il fatto non sussiste,intendono stigmatizzare il comportamento del procuratore generale platealmente allontanatisi dall’aula appena iniziata la discussione dei difensori degli imputati,per la inconsistenza e astrattezza della requisitoria per essersi intrattenuto prevalentemente su fatti non oggetto di contestazione,dimostrando per il resto ignoranza degli atti processuali e scarsa considerazione per sentenze passate in giudicato di assoluzione di coimputato dello stesso reato.Le richieste di condanna formulate per gli stessi imputati si collocano in questo vuoto assoluto di cognizione degli atti e di interpretazione dei fatti”

