Una interrogazione dei consiglieri di Fratelli d’Italia, Libero Gioveni, Dario Carbone e Pasquale Currò, pone la questione politica, ma anche amministrativa e forse anche giudiziaria sulle Partecipate comunali.
I consiglieri comunali, attraverso la propria interrogazione, pongono il problema delle nomine nelle Partecipate comunali, dal momento che i componenti dei vari Cda, a norma di legge, non sono stati sostituiti nei termini dei 45 giorni previsti dalla legge (con la proroga), dopo l’elezione del nuovo sindaco. Ma c’è di più, agli atti non risultano depositate le dimissioni dei componenti nominati dal precedente sindaco Cateno De Luca e che all’atto dell’insediamento del nuovo, Federico Basile, avrebbero dovuto essere sostituiti.
Come hanno operato nei giorni successivi ai 45 (la proroga è prevista dalle legge)? E soprattutto come sono stati fatti i nuovi avvisi se non ci sono state prima le relative dimissioni.
Il nodo più spinoso, quello che potrebbe determinare problemi giudiziari per il sindaco Federico Basile (non si esclude l’apertura di una inchiesta), riguarda la mancata nomina dei nuovi Cda. I consiglieri di Fratelli d’Italia evidenziano proprio tale aspetto. Perché si è atteso così tanto tempo?
Può essere che l’imminenza delle elezioni del 25 settembre, con De Luca impegnato per la corsa della presidenza della Regione, abbia spinto Basile a posticipare le nomine?. E perché questo rinvio? A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, diceva Andreotti. A pensarci bene, il rinvio potrebbe essere legato proprio alle elezioni, con il presunto fine di tenere gli aspiranti sulla graticola e motivarli in vista delle consultazioni elettorali. Sia chiaro, si tratta di una ipotesi.
Sta di fatto che i consiglieri Gioveni, Carbone e Currò aprono un pericoloso fronte con l’interrogazione di oggi. Se venisse dimostrato in qualche maniera l’assunto dei “malpensanti”, potrebbe profilarsi l’ipotesi di qualche reato.
E questo Basile lo deve sapere.

