Gli effetti della sconfitta elettorale sono dirompenti. Per Cateno De Luca il problema non riguarda soltanto la tenuta della giunta municipale di Messina, ma anche la composizione del gruppo di maggioranza dei suoi consiglieri comunali.
Indiscrezioni di Palazzo danno per certo un primo esodo, verso altri partiti. I consiglieri insoddisfatti e poco gratificati da un uomo solo al comando, sono in stand-by, in attesa di compiere il passaggio verso altri partiti (molto accreditato è quello di Forza Italia).
Si attendono le nomine negli enti di sottogoverno e poi qualcuno passerà dall’altra parte della barricata. Del resto, stare in maggioranza o all’opposizione di fatto non cambia nulla. I consiglieri di De Luca sono paragonabili a dei soldatini che prendono ordine dal grande capo.
Addirittura, in piena campagna elettorale qualche consigliere eletto nelle file di De Luca, si è presentato al Royal in occasione della venuta a Messina del candidato del centro-destra, Renato Schifani. Ma non sarebbe il solo in procinto di cambiare casacca, sarebbero almeno in 4 i consiglieri nell’orbita di Forza Italia.
Questi passaggi, qualora si concretizzassero, metterebbero a rischio la maggioranza d’aula.
Un’ultima notazione riguarda la carica di presidente del Consiglio comunale. S’è aperta la successione, anche perché De Luca – come promesso – entro dicembre si dimetterà per fare i parlamentare d’opposizione all’Ars a tempo pieno. La poltrona è ambitissima perché l’indennità sfiorerà i 10 mila euro. Nello Pergolizzi, vice presidente vicario, si attende la promozione, ma si è messo in lista d’attesa anche Alessandro De Leo, rimasto fuori dall’Ars. E poi – ma questo è un si dice – Pergolizzi pare non sia gradito al resto della compagnia.

