Croce: “La mia candidatura un tassello del mio percorso politico”

Redazione

Croce: “La mia candidatura un tassello del mio percorso politico”

giovedì 22 Settembre 2022 - 09:34

Ferdinando Croce, giovane avvocato messinese, è candidato al Parlamento siciliano con la lista Fratelli d’Italia.

Da cosa nasce la sua candidatura, perchè ha deciso di scendere in campo? 

“Non la considero propriamente una scelta, ma un tassello ovvio del mio percorso. Sono già stato candidato in passato sia alle amministrative che alle regionali. Nel primo caso sono stato eletto e ho ricoperto il ruolo di consigliere circoscrizionale, che per me ha rappresentato il primo step all’interno delle istituzioni. Il secondo è arrivato cinque anni fa, quando, dopo il rinnovo del Governo Siciliano, sono stato chiamato dapprima a lavorare a fianco dell’Assessore alla Sanità e poi del Presidente della Regione. 

Il confronto col territorio è fondamentale e passa anche dal giudizio su come si è operato. Non mi sono mai sottratto a questo e ritengo sia giusto misurarsi con onestà, chiarezza e senza escamotage, rispettando l’esito delle urne. 

In Sicilia abbiamo la fortuna di poterci misurare in modo nominativo: le persone che riterranno io meriti il loro sostegno, che mi reputeranno onorevole di rappresentarle, voteranno per me, sapendo cosa aspettarsi. E chi non lo farà avrà le motivazioni all’opposto però. Con questo bisogna avere la voglia e il coraggio di fare i conti: è una questione di rispetto verso la comunità e verso se stessi. Non amo blindature e corsie preferenziali che tutelino chi non viene scelto dal voto popolare. Del resto chi si candida deve rappresentare la comunità non attaccarsi un titolo egoriferito addosso”. 

Quali sono i punti fondamentali del suo programma? 

Il lavoro di questi anni mi ha consentito di occuparmi di diverse materie: dalle opere pubbliche ai beni culturali fino a, ultima ma non ultima, la salute dei siciliani. Sono stati tempi durissimi e abbiamo lavorato tutti sodo cercando di affrontare in ogni modo possibile un mostro ignoto fino a che non ci siamo andati a sbattere contro. La pandemia, però, ci ha consentito di comprendere non solo quanto profonde siano le criticità del nostro sistema sanitario (non siciliano ma italiano e, in generale, questo è risultato in buona parte del mondo), ma altresì di capire che serve un nuovo approccio e una riorganizzazione di tutti i campi, da quello sanitario al welfare, fino al lavoro che va ripensato in chiave decisamente agile”. 

Per Messina si è speso molto per la Zona Falcata, cos’altro farà se eletto? 

“Non ho mai fatto nè mai faró promesse spot. Quel che certamente farò sarà continuare nella direzione del servizio al mio territorio e alla società. Le istituzioni devono tradurre in risposte le istanze e un parlamento come quello siciliano deve esserne all’altezza camminando in equilibrio tra un costante ascolto e le maglie di uno Statuto che sancisce e garantisce la specialità di una Regione che fa storia a sè rispetto alle altre italiane”. 

La Sanità è uno dei temi particolarmente sentiti dai siciliani, cosa si deve fare ancora per garantire di più il diritto alla salute? 

“Ritengo abbiamo iniziato, nel corso della scorsa legislatura, un cammino virtuoso rispetto alla rimodulazione del piano sanitario. E la gestione dell’emergenza Covid ci ha messi su un percorso che è quello su cui proseguire. Le falle di decenni di tagli e piani inadeguati non può essere tamponata con una corsa all’adeguamento del sistema sanitario così come lo si immaginava prima che il Coronavirus irrompesse nelle nostre vite. La straordinarietà dell’evento ci ha mostrato l’esigenza di dover essere pronti a fronteggiare ogni situazione senza dimenticare e tralasciare l’ordinarietà. È chiaro serva focalizzarsi molto sulla valorizzazione delle eccellenze esistenti e frenare sempre più il trend della migrazione sanitaria che, in questi anni, è diminuita sensibilmente. La telemedicina è un altro comparto che dobbiamo sostenere e su cui puntare moltissimo”.

Il centrodestra può considera quella di De Luca un’insidia, oppure è il classico fuoco di paglia? 

Dire che si tratta di un fuoco di paglia sarebbe offendere la sacralità del voto di chi lo ha scelto. Io non credo che rappresenti una proposta reale sotto il profilo programmatico. Non scorgo la sua visione al netto di proclami propagandistici e populisti. Parla alla pancia e taglia nastri attribuendosi meriti spesso non propri; ma soprattutto, demonizza e attacca le istituzioni terze per proprio tornaconto e rendere la propria narrazione romanzata e vendibile come fosse un eroe in mezzo a tanti nemici del bene comune. 

Questo, al netto del non essere corretto e adeguato, ancorchè vero specchio della realtá, non consente un dialogo tra livelli istituzionali che è essenziale. Non dirò altro in merito perché, purtroppo, ha spostato il piano della discussione sul personale e, nel mio caso, lo ha fatto nel modo più infamante possibile. Da qui la mia scelta di adire le vie legali. Ma non è un tema politico per quanto mi riguarda: la politica è un’altra cosa e non passa da insulti, diffamazioni e urla contro un bersaglio prescelto”.

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