Il nano e il gigante… Di Pericle

Redazione

Il nano e il gigante… Di Pericle

domenica 03 Aprile 2022 - 11:48

La drammaticità del momento dovuta alla guerra in corso necessiterebbe di una classe dirigente adeguata. Il proscenio al contrario è occupato da nani. L’avvocato di Volturara Appula è la massima espressione del nanismo politico, la quintessenza dell’opportunismo, l’apostolo di una religione senza dogmi. Divenuto capo del governo per un misterioso cortocircuito, che solo valenti psichiatri potranno nel tempo spiegare, si è convinto di essere divenuto “Il sacro Graal”. Questa convinzione connaturata alla sua egolatria è stata sostenuta dai Machiavelli del Pd e dal Savonarola per antonomasia del Fatto Quotidiano. Le gesta dell’avvocato del popolo sono state analizzate e giudicate da illustri commentatori, ma l’assenza, poi, di un background politico-culturale è stata così palese da determinarne la detronizzazione. La perdita del trono (nonostante la richiesta d’aiuto pietosa rivolta ai responsabili contravvenendo al Vangelo dei grillini) ha prodotto in Giuseppi “la sindrome rancorosa del beneficato”. Egli si sente (questa è la bestemmia più blasfema) ancora oggi principe ereditario. Da qui l’astio e l’acredine del nano nei confronti di giganti e in particolare di Mario Draghi.

Quale sia il sostrato anario politico di Giuseppe Conte è difficile da individuare perchè non esiste. Dal momento in cui è comparso sulla scena politica, nessuno in realtà ne ha capito la poetica: gialloverde, giallorosso, atlantista e antiatlantista, europeista e antieuropeista. Non ha mai partecipato ad una competizione elettorale nella quale abbia messo la faccia, a meno che la votazione online da unico candidato per essere eletto capo del M5S non si consideri un esercizio democratico. Tesi difficile da sostenere. Eppure questo personaggio ostenta iattanza: si oppone ad un incremento della spesa per la difesa e la sicurezza quando il mondo occidentale è aggredito e rischia di soccombere.

Il motivo? Le difficoltà economiche delle famiglie: come se una azienda non investe per la sicurezza dei lavoratori perchè non può aumentarne il salario. Sembra Agiulfo che, nel “Cavaliere inesistente”di Italo Calvino, è solo una armatura vuota. Citare Calvino sicuramente potrebbe ipertrofizzare ancora di più l’Io di Conte, più opportuno ci sembra allora ricordare quanto un famoso e pittoresco anchorman pronunciò per definire la vacuità di un politico: “sotto i capelli nulla”.

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