Badate bene, non si tratta di una brutta notizia. Il sindaco Cateno De Luca ha annunciato di non volersi dimettere, vista l’emergenza pandemica. Se lo farà, è tutto rinviato alle prossime settimane. Insomma, le dimissioni annunciate “urbi et orbi” sono congelate a data da destinare. Lo ha detto lo stesso primo cittadino che ha abituato la sua città al valzer delle dimissioni. Lo scorso anno di questi tempi iniziava il balletto delle dimissioni, poi stracciate sul filo di lana, identica cosa l’aveva fatto in precedenza.
Nulla di tutto questo, solo autentiche sceneggiate. Ormai i messinesi ci hanno fatto il “callo” e in pochi credono che il sindaco molli la sua poltrona. Non che sia incollato, ma un certo “affetto” per quella seggiola lo dimostra. Poi oggi che le indennità sono state raddoppiate…
Ma torniamo alla buona notizia. Cateno De Luca è stato eletto democraticamente, seppur da appena il 20% dei messinesi, ed è giusto che porti a compimento il suo mandato di sindaco che scadrà a giugno 2023. E’ giusto perché ha iniziato un lavoro di risanamento, lo dice solo lui, ed i conti si devono fare alla fine del quinquennio. C’è poi un aspetto di non poco conto da tenere in debita considerazione: la Corte dei Conti ha mosso dei rilievi preoccupanti al Piano di risanamento dei conti di Palazzo Zanca e se questa amministrazione non proporrà controdeduzioni credibili si andrà al default. Sarebbe un danno incalcolabile per la città e per il futuro politico di Cateno De Luca che sarà chiamato in causa per il fallimento della città.
La legge, infatti, in caso di fallimento del Comune, prevede una sorta di interdittiva per gli amministratori in carica.
E poi le dimissioni di Cateno De Luca, diciamolo chiaramente, sarebbero uno schiaffo per l’intera città, usata come portaerei per il lancio della sua candidatura alla carica della presidenza della Regione Sicilia. Cosa che De Luca ha sistematicamente fatto prima con Fiumedinisi e poi con Santa Teresa di Riva.
Ma c’è una variabile temporale che va tenuta in debita considerazione. Tenuto conto che la scadenza naturale della legislatura regionale è fissata per io 4 novembre 2022 e che il governatore può fissare le nuove elezioni non oltre la seconda domenica successiva alla scadenza elettorale e non prima della quarta domenica antecedente la stessa data, allora le dimissioni di De Luca, qualora intendesse correre per la presidenza regionale, non potranno avvenire oltre l’inizio di marzo. Giacché il sindaco per essere candidabile dovrà dimettersi sei mesi prima delle elezioni.
Insomma, Cateno De Luca con la sceneggiata delle dimissioni avrà tempo, grossomodo, fino al termine del mese di febbraio.
Davide Gambale

