Le origini dei giochi di società

Redazione

Le origini dei giochi di società

sabato 25 Settembre 2021 - 13:56

Giochi da tavolo, giochi in scatola e giochi di carte sono da sempre compagni inseparabili di raduni tra amici o parenti: impossibile non pensare alla tombola natalizia o alle innumerevoli partite a carte fatte nelle più disparate occasioni. L’enorme diffusione a passione per i giochi di società è riflessa anche dal loro numero, che continua ad arricchirsi di giochi appartenenti alle più diverse tipologie: è quindi abbastanza inevitabile che, a un certo punto, si tratti di giochi che traggono ispirazione da giochi preesistenti, o che si rifanno a versioni diverse dello stesso schema di gioco. Andando a ricercare le origini di alcuni giochi di società, spaziando fra i più diversi tipi, emerge come le loro radici conducano spesso in posti e tempi inaspettati.

Per esempio, si può considerare il Monopoly. Il famoso gioco da tavolo sarebbe stato inventato nel 1934 da un ingegnere, il quale ideò gioco e regole basandosi su vendita e acquisto di immobili: il gioco, inizialmente rifiutato, avrebbe riscosso successo in una sua versione autoprodotta suscitando così gli interessi degli editori, che lo acquistarono rendendo quindi il giusto riconoscimento al suo inventore. In realtà, invece, le origini parrebbero più controverse. In anni precedenti si hanno già notizie di giochi basati su compravendite immobiliari, e uno dei brevetti più simili risale al 1904, ben trent’anni prima: il gioco oggetto di brevetto era stato inventato da una donna statunitense come gioco didattico, finalizzato alla comprensione di concetti alla base degli studi sull’economia.

Solo in pochi, sicuramente, non conoscono UNO: si tratta di uno dei più famosi giochi di carte, conosciuto in tutto il mondo anche grazie agli oltre 150 milioni di copie vendute. Nato negli Stati Uniti, la sua invenzione è attribuita a un barbiere di Reading e a suo figlio, che nel 1971 avrebbero disegnato il mazzo e ideato le regole. In realtà, le azioni tipiche di UNO si ritrovano in numerosi altri giochi che ne condividono lo scopo di essere il primo giocatore a liberarsi di tutte le carte in proprio possesso. Le somiglianze maggiori si hanno con il Dernière, gioco di carte francese giocato senza mazzi ad hoc e che segue le medesime regole di UNO: al posto del colore ci sono i semi, e le azioni attribuite alle carte speciali sono svolte dalle figure. Inoltre, il nome del gioco deriva anche in questo caso dalla parola che deve scandire il giocatore che rimanga con una sola carta in mano: dernière, che in francese significa ultima.

Per rimanere in tema di giochi di carte, uno fra i più amati è senz’altro il blackjack: si tratta di uno dei passatempi più praticati soprattutto online, tanto che è veramente difficile trovare qualcuno che non ne conosca almeno a grandi linee le caratteristiche salienti. È comunemente associato agli Stati Uniti, dove in effetti prese il nome: si tratta della conseguenza di una regola introdotta proprio negli USA, volta a premiare la mano con un fante nero, ossia un black jack. In realtà, come tantissimi altri giochi di carte, le origini sono ben più lontane tanto nel tempo quanto nello spazio. Le prime notizie di un gioco con regole analoghe al blackjack, come punteggio da raggiungere e valore attribuito alle carte, conducono infatti alla Spagna seicentesca, dove vengono menzionate in un racconto di Miguel de Cervantes.

Storie tra loro simili, infine, alle origini di due giochi dai natali italiani: Risiko e Scarabeo. Il loro successo è stato tale da renderli il simbolo indiscusso dei giochi di strategia e di composizione di parole, ancora oggi estremamente apprezzati e giocati. Risiko debutta in Italia nel 1977, mentre Scarabeo intorno alla fine degli anni ’50; entrambi hanno però alle spalle giochi pressoché analoghi, dai quali differiscono per pochi particolari. L’ispirazione per Risiko deriva infatti da un analogo gioco francese del 1957, La Conquete du Monde, dal quale differisce principalmente per l’introduzione degli iconici carrarmatini colorati; la versione italiana ha avuto comunque un successo tale da contare innumerevoli varianti, come quello siciliano presentato al bookshop del Teatro Vittorio Emanuele tre anni fa. Scarabeo deriva invece da Scrabble, gioco nato negli USA durante gli anni ’30: le differenze minime fra i due, principalmente riconducibili alle parole utilizzabili e alle dimensioni del tabellone di gioco, costarono ad Aldo Pasetti, primo distributore di Scarabeo, un’accusa di violazione di diritto d’autore, dalla quale venne comunque assolto.

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