Policlinico in IRCCS, l’allarme dei sindacati: “Si rischia di perdere il fondo perequativo”

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Policlinico in IRCCS, l’allarme dei sindacati: “Si rischia di perdere il fondo perequativo”

giovedì 29 Luglio 2021 - 10:13

“L’Università di Messina con la costituzione del Policlinico in IRCCS o con il passaggio alla sanità rischia di perdere il fondo perequativo previsto per le università sede degli ex policlinici a gestione diretta, pari ad oltre un milione e mezzo di euro nel 2020”. È l’allarme lanciato da FLC CGIL, UIL RUA e FGU GILDA Dipartimento Università.

Le organizzazioni sindacali denunciano che, con la costituzione del Policlinico di Messina in IRCCS o con il passaggio dello stesso alla Sanità, come ventilato in un parere ARAN richiesto dal Rettore e contestato da tutte le sigle del comparto per i suoi presupposti errati e non fondati su alcun atto documentale, l’Università di Messina rischia di perdere il Fondo perequativo, previsto dall’art. 11 della Legge 240/2010, per gli atenei sede di aziende ospedaliere nate da ex policlinici a gestione diretta (Aziende Ospedaliere Universitarie integrate con il Servizio Sanitario Nazionale di cui alla lettera a), del comma 2, art. 2 del Decreto Legislativo 21 Dicembre 1999, n. 517).

“Il Fondo perequativo – spiegano – di cui si parla serve ad incrementare il Fondo di Finanziamento Ordinario con cui si pagano tutti gli stipendi del personale docente e tecnico-amministrativo dipendente dell’Università di Messina ed ammontava per il 2020 a Euro 1.567.982: si tratterebbe, quindi, di un grave danno e diminuzione dell’ammontare della somma complessiva che serve ad alimentare gli emolumenti dei lavoratori.

“Il Fondo perequativo previsto solo per gli atenei sede di aziende ospedaliere nate da ex policlinici a gestione diretta non viene corrisposto a nessun Ateneo sede di Aziende Ospedaliere integrate con l’università di cui alla lettera b), del comma 2, art. 2 del Decreto Legislativo 21 Dicembre 1999, n. 517 (Bari, Firenze, Milano, Bologna ecc.).

“La strada che si vorrebbe perseguire verso la costituzione del Policlinico in IRCCS, che presenta tutti gli aspetti negativi sottolineati in precedenti comunicati, o verso il passaggio dello stesso Policlinico di Messina alla Sanità, che non trova alcun fondamento normativo e documentale come denunciato da tutte le sigle rappresentative del Comparto Istruzione e Ricerca, determinerebbe anche un probabile grave danno economico alle casse dell’Università di Messina e al fondo che serve a pagare gli stipendi.

“Più che inseguire obiettivi non utili ovvero non giustificati, – proseguono – andrebbero poste in atto tutte quelle politiche che consentirebbero all’Università di Messina di risalire nella posizione occupata nella Classifica CENSIS delle università italiane 2021/2022”.

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