La Procura di Palermo ha aperto un fascicolo di atti relativi ipotizzando il reato di omicidio colposo dopo la morte dell’insegnante Cinzia Pennino, deceduta ieri al Policlinico. La donna aveva fatto il vaccino Astrazeneca.
Il procedimento non è ancora una inchiesta vera e propria, i magistrati stanno tentando di capire se ci siano ipotesi di reato. Non è stata ancora disposta l’autopsia. Sarà la task force, istituita il 19 marzo dalla Regione e coordinata dal professore di medicina legale dell’università di Catania, Cristoforo Pomara, ad accertare la eventuale correlazione tra la trombosi che ha causato il decesso e il vaccino.
Il Policlinico di Palermo aveva inviato la segnalazione della morte in procura e all’Aifa. “La paziente è giunta al Policlinico Paolo Giaccone di Palermo il 24 marzo – ha scritto la direzione sanitaria – in condizioni molto critiche con trombosi profonda estesa e una storia anamnestica nella quale è presente anche una somministrazione vaccinale. Trasferita nella Terapia intensiva in disfunzione multiorgano nonostante i trattamenti avanzati e le cure prestate dai sanitari, la paziente è deceduta”.
Indagine aperta anche dalla Procura di Messina sul caso di un’insegnante di 54 anni, attualmente in coma farmacologico al Policlinico di Messina, che si era sottoposta alla somministrazione del vaccino Astrazeneca l’11 marzo.
La donna si era sentita male e ha fatto delle analisi. Il 20 marzo è stata ricoverata al Policlinico dov’è stata operata per una grave emorragia. I familiari e il medico di famiglia sono stati sentiti dalla questura.
L’avvocato della famiglia, Daniela Agnello, evidenzia che la donna prima del vaccino stava bene e ora ha un “gravissimo quadro trombocitopenico con assenza di sintomatologie pregresse, unitamente alla diffusione di trombosi, in particolare al seno venoso cerebrale, che appare collegarsi direttamente – dice il legale – con la somministrazione del vaccino AstraZeneca”.

