La competenza non è una bestemmia…

Finito il lockdown arrivò l’estate. Il tempo è scorso, come sempre, senza fermarsi: oggi incombe una nuova pandemia. Quattro lunghi mesi in cui la politica si è concentrata solo sui cosiddetti “furbetti del bonus e sulla necessità dell’alleanza Pd-M5S”. Di fronte a problemi sanitari, economici e sociali biblici, i giornali hanno riportato “il pensiero” di Crimi da Bagheria e Di Maio da Pomigliano d’Arco!

Scenario desolante, vera quarantena intellettiva e manipolazione della realtà. La Politica arte dello Stato, è stata sostituita dal chiacchiericcio. Chiachiericcio virologico, chiachiericcio sugli Stati Generali di Conte (celebrati) e del M5S (da celebrare), chiachiericcio sugli sbarchi. Ciò ha trovato molto più spazio pubblico dei drammatici problemi, che la pandemia ha provocato nel mondo del lavoro e delle imprese e quindi nella vita delle persone. La narrazione di giornalisti e conduttori televisivi appecorati ci ha detto che questo governo ha salvato il Paese dal disastro. La realtà, invece, fotografa impietosamente che il Covid ha salvato questo governo da un fallimento annunciato. Venne poi il Referendum sul taglio dei parlamentari, espressione del più becero populismo d’accatto che confligge con quanto Max Weber ha insegnato: “la politica non è mestiere per tutti”.

Egli ha lucidamente descritto la differenza fra qualità e quantità, introducendo il concetto fondamentale della competenza. Mancava in questa narrazione “il dramma privato”, divenuto nazionale, del pensionamento cui è stato obbligato il Dott. Pier Camillo Davigo. L’Olocausto è stato raccontato con meno pathos! Eppure il Dott. Davigo non è Cesare Beccaria e nemmeno una persona coerente: basti riflettere (non bisogna essere Marco Travaglio) sul fatto che si è rivolto al TAR – mentre ha sempre sostenuto che le sentenze vanno rispettate (…per gli altri) -. Nè bisogna dimenticare quanto, l’apostolo della giustizia, ha esternato con protervia e sicumera negli studi televisivi compiacenti in riferimento all’innocenza: “neppure un verdetto favorevole all’imputato monda un imputato dall’accusa di essere colpevole”. Ma c’è stata anche una sentenza della Corte d’Appello di Venezia – che contravvenendo a leggi e procedure – ha permesso ad un rappresentante della lista del M5S (2,4%) di sedere nel Consiglio Regionale Veneto (….incredibile ma vero). È successo anche questo!
Competenza e responsabilità sono ormai bestemmie. “Oggi, grazie alla rete e alle tecnologie, esistono strumenti di partecipazione decisamente più democratici ed efficaci in termini di rappresentatività popolare di qualunque modello novecentesco. Il superamento della democrazia parlamentare è inevitabile” (Casaleggio). Mi chiedo se il popolo sovrano è consapevole di questa propaganda di regime e delle conseguenze di questo disegno. Forse bisognerebbe recuperare la competenza.

Diego Celi

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