Il prof. Bramanti a rischio decadenza, il Ministero della Funzione pubblica scrive all’Irccs

Doccia gelata per il direttore scientifico dell’Irccs-Neurolesi. Una lettera spedita nei giorni scorsi dal Ministero della Funzione Pubblica apre di fatto una questione molto spinosa che potrebbe portare alla “decadenza” del professore Dino Bramanti dal suo incarico di direttore scientifico. Tutto nasce da un quesito al Ministero guidato da Fabiana Dadone, posto dal direttore generale, Vicenzo Barone. Il dg, infatti, a seguito del pensionamento di Bramanti, ha chiesto se lo stesso dovesse decadere dalla sua funzione.

A tal proposito, la normativa parla in maniera chiara: il Decreto legge 90/2004 ha introdotto il divieto di attribuire incarichi di studio e di consulenza nonché incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza. Pertanto, bene che vada Bramanti dal momento del suo pensionamento avrebbe (il condizionale è d’obbligo), dovuto svolgere il ruolo di direttore scientifico a titolo completamente gratuito. Particolare che a noi non è dato sapere, ma che il direttore generale dell’Irccs-Neurolesi può confermare o smentire in qualsiasi momento.

Sull’argomento c’è poi un doppio chiarimento dello stesso Ministero. “In merito alla suddetta portata normativa il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione è intervenuto con due circolari interpretative (rispettivamente circolare n. 6 del 4 dicembre 2014 e circolare n. 4 del 10 novembre 2015), nelle quali ha specificato, da un lato che il divieto si applica a tutti i soggetti che rientrano nell’elenco di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (amministrazioni pubbliche centrali e territoriali), o in quello del conto economico consolidato dell’Istat, quindi anche enti aventi forma di societĂ  o fondazione, nonchĂ© alle camere di commercio e dall’altro, che le cariche in organi di governo delle predette amministrazioni comprendono quelle cariche che comportano effettivamente poteri di governo, quali quelle di presidente, amministratore o componente del consiglio di amministrazione dell’ente interessato e dei relativi enti controllati. 

Per quanto riguarda gli incarichi dirigenziali, la Funzione Pubblica ha indicato, comunque, che essi non possano essere conferiti a soggetti collocati in quiescenza che hanno compiuto i 65 anni, cioè che hanno raggiunto il limite di etĂ  per il collocamento a riposo dei dipendenti pubblici. La citata disposizione non riguarda invece gli incarichi direttivi (tra i quali rientra quello di direttore scientifico), per i quali rimane ferma l’applicazione dell’articolo 5, comma 9, del decreto-legge n. 95 del 2012 e che, pertanto, possono essere conferiti anche oltre il limite dei 65 anni, purchĂ© gratuiti e per una durata non superiore a un anno”. E’ quanto si legge nel sito specializzato pensionioggi.it.

Alla luce di quanto sopra, tenuto conto che il prof. Bramanti s’è pensionato formalmente a maggio 2019, il suo incarico a titolo gratuito dovrebbe essere scaduto a maggio 2020, e quindi occuperebbe un ruolo che non gli spetta più per legge.

La missiva del Ministero della Funzione Pubblica attende una risposta da parte del dg dell’Irccs-Neurolesi, il quale dovrà spedire tutta la documentazione richiesta.

Insomma, per Bramanti si tratterebbe di una doccia gelata, anche se è pronto l’incarico di direttore scientifico emerito, come deliberata lo scorso dicembre dallo stesso Barone.

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