“Cutroni Zodda” svuotato per il Covid, i sindaci del Distretto 28 chiedono la riapertura

Riaprire immediatamente l’ospedale “Cutroni-Zodda” di Barcellona Pozzo di Gotto. È quanto chiesto in sintesi dai sindaci del Distretto socio sanitario D28, di cui Barcellona Pozzo di Gotto è comune capofila, considerato che la fase più critica dell’emergenza coronavirus è passata.

Il “Cutroni-Zodda”, assieme al Policlinico e al “Papardo” di Messina, è stato individuato quale struttura sanitaria per affrontare l’emergenza covid nell’area metropolitana. La conseguenza è che il presidio ospedaliero barcellonese è stato svuotato di quasi tutti i reparti “secondari” rispetto a quelli più usati durante l’emergenza sanitaria, quale quello di terapia intensiva. Adesso però, stando a quanto disposto dall’assessorato regionale alla Salute con nota prot. 26383 dello scorso 9 giugno, è stato dato “mandato ai direttori generali delle aree metropolitane di definire il piano di riempimento delle strutture” nella fase post-emergenziale. In questo caso, così come evidenziato dai sindaci del Distretto socio sanitario D28, a definire tale piano per il “Cutroni-Zodda” deve essere il direttore generale dell’Asp di Messina, Paolo La Paglia, al quale è stata inoltrata la richiesta di apertura del presidio ospedaliero. Infatti, i sindaci spiegano che, per motivi da ricondurre alla presenza di pazienti covid ricoverati nel reparto di Malattie infettive, si starebbe ritardando la riapertura dell’ospedale di Barcellona. Riportiamo qui di seguito la nota dei sindaci del Distretto socio sanitario D28 indirizzata al direttore generale dell’Asp.

“Gli scriventi sindaci del Distretto socio sanitario 28 con la presente invitano il direttore generale dell’Asp di Messina, ad adempire a quanto previsto dalla nota prot. 26383 del 09/06/2020 emanata dall’assessorato alla Salute della Regione Siciliana con oggetto ‘pianificazione ospedaliera post-emergenziale’. Si rammenta che con tale nota, a cui il direttore generale dell’Asp ad oggi non ha dato seguito, l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, disponeva che il presidio ospedaliero di Barcellona Pozzo di Gotto ‘non sarà impegnato nella prima fase di riempimento dei posti letto e che, nei comuni capoluogo, si dia mandato ai direttori generali delle aree metropolitane di definire il piano di riempimento delle strutture”. È altrettanto chiaro che la scusa (legittima) del Covid-19 con cui il presidio ospedaliero di Barcellona P.G. è stato svuotato di quasi tutti i reparti, oggi non è più ammissibile.

“Il ritardo della riconversione in presidio no-covid addotta alla presenza dell’Unità operativa di Malattie infettive all’intero del Cutroni Zodda di Barcellona P.G., non trova riscontro neanche nell’attuale strutturazione della stessa Uosd di Malattie infettive dotata di 16 posti letto che, come è ben noto, si trova all’interno di un padiglione con percorsi dedicati e altrettanto presidiati che possono garantire la totale sicurezza in entrata, permanenza ed uscita dei pazienti e loro accompagnatori: l’ospedale può essere considerato Covid Free. L’Uosd di Malattie infettive deve essere quindi considerata, secondo la summenzionata nota, come zona grigia dell’intera struttura in attesa di trasferimento nel presidio dedicato.

“Suole riaffermare al direttore generale dell’Asp che la Sicilia è stata dichiarata dalle stesse autorità sanitarie ‘Regione ad un passo dal Covid-Free’, e siamo sicuri che lei è a conoscenza che in tutta la provincia di Messina vi sono ad oggi solo 10 pazienti covid positivi ricoverati. Si tratta dunque di un numero alquanto esiguo ed ampiamente sopportabile dalla struttura dedicata, qual è il Policlinico Universitario di Messina, identificato dall’assessorato alla Salute della Regione Siciliana come struttura da impegnare nella prima fase di riempimento dei posti (vedi nota summenzionata del 09/06/2020). Il ritardo nell’applicazione della nota summenzionata da parte del direttore generale dell’Asp sta inoltre gravando i presidi di Milazzo e di Patti di un intasamento dell’utenza, sia in termini di numeri che di tempi (ritardi nelle visite specialistiche e/o in indagini strumentali, ritardi di terapie chirurgiche programmate, ecc.), in un momento in cui, per correre ai ripari di questa pandemia, si sono trascurate tutte le altre patologie, che però non sono scomparse, anzi si sono acuite stante l’impossibilità di ricorrere alle cure adeguate. Tutto ciò si traduce in una grave mancata effettiva erogazione delle prestazioni sanitarie che le Regioni devono garantire ai cittadini.

“Si sottolinea infine che ad oggi risultano ricoverati in tutto 5 pazienti, di cui soltanto 2 nell’Uosd di Malattie Infettive (dotata di 16 posti letto), mentre i restanti 3 pazienti risultano essere allocati nell’ala Covid Free del presidio ospedaliero nonostante l’ampia disponibilità di posti di degenza nella predetta unità di Malattie infettive. Si vuole anche far venire alla memoria che, come facilmente documentabile, tutti degenti/ricoverati risultano essere ospedalizzati da oltre due mesi ed in tutti la positività al tampone per COVID-19 non risulta essere più correlata ad una sintomatologia clinica; si tratta tutti di pazienti asintomatici da oltre trenta giorni.

“Volendo citare il professor Zangrillo, si è di fronte ad una condizione ‘clinicamente irrilevante’, e la permanenza in ambiente ospedaliero non è più legata al Covid, ma ad altre patologie pregresse a carattere geriatrico. Si chiede dunque al direttore generale dell’Asp di Messina di riaprire con effetto immediato il presidio ospedaliero di Barcellona P.G. secondo quanto previsto dalla summenzionata nota assessoriale ricordandole che il “Cutroni Zodda” è un presidio fondamentale per tutto il comprensorio tirrenico e che risulta essere già dotato di doppio accesso, uno per pazienti Covid e uno per pazienti no Covid”.

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