Uil in pressing sui presunti conflitti d’interesse di Bramanti

La bufera non è passata nemmeno dopo che l’assessore alla Salute Ruggero Razza ha “strappato” la gestione dell’App “SiciliaSiCura” all’Irccs Neurolesi. La Uil insiste con il suo pressing nei confronti del direttore scientifico del prof. Dino Bramanti, il quale dovrebbe “risolvere” qualche problema legato ad una possibile conflittualitĂ . Come rivelato dalla stessa interessata, Alessia Bramanti, figlia di Dino, è manager della “Dedalus Spa”, la societĂ  dell’amico-finanziatore di Matteo Renzi, che s’è aggiudicata piĂš di un appalto proprio all’Ircc-Neurolesi. Stando a quanto emerge dal progetto approvato dall’assessore Razza, riguardo “TelecovidSicilia”, la “Dedalus” è coinvolta nel progetto che costerĂ  all’incirca 3,4 mln di euro. Anche se la Regione, da quanto si apprende, avrebbe deciso di negare il contributo da 801mila euro per l’acquisto di strumentazioni. Non c’è alcun atto, al momento, che revochi questo stanziamento.

La Uil ha deciso di alzare il tiro indirizzando l’imbarazzante quesito sulla presunta conflittualitĂ  di Bramanti, al ministero della Ricerca scientifica. La nomina di Bramanti è di pertinenza ministeriale e le questioni connesse riguardano proprio il ministro Gaetano Manfredi, area Pd. Tenuto conto della militanza leghista di Bramanti non è escluso che possa essere aperto un carteggio dopo la denuncia del sindacato messinese.

La Uil in pressing sul Direttore scientifico dell’Ircc-Neurolesi di Messina per un presunto conflitto d’interessi, dal momento che la figlia è stata assunta dalla “Dedalus Spa”, società che gestiste servizi informatici nel settore della Sanità. Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina, e Pippo Calapai, segretario generale della Uil-Fpl Messina, hanno inviato una nota indirizzata al Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, al governatore di Sicilia, all’assessore regionale alla Salute e per conoscenza alla Procura della Repubblica e al Responsabile anticorruzione dell’Irccs-Neurolesi.

“La scrivente organizzazione sindacale ha preso atto che, a seguito delle polemiche scaturite sulla gestione dell’App ‘SiciliaSiCura’, hanno deciso, ‘tagliando la testa al toro’, di affidare tale App alla Protezione Civile regionale procurando notevolissimi risparmi di risorse pubbliche e costi per la collettività. Ciò premesso, si attende, e lo attendono anche i cittadini siciliani, che le SS.LL., nella qualità di massime espressioni istituzionali e di garanti della gestione della sanità siciliana, facciano piena luce sulla gravissima questione, riportata da molti organi di stampa e media nazionali, regionali e locali, relativa al gravissimo e macroscopico conflitto d’interessi del prof. Placido Bramanti, Direttore scientifico dell’IRCCS Neurolesi di Messina e responsabile del progetto di “Teleassistenza” e “Telemedicina Covid-19”, con il project manager della società Dedalus spa ing. Alessia Bramanti, figlia del succitato Direttore scientifico dell’IRCCS Neurolesi, alla quale è stata conferita la gestione tecnica del progetto in questione.

Appare evidente agli occhi di tutti gli italiani che la Sicilia non può apparire “terra di nessuno”, così come lo era tristemente addivenuta per lunghi anni ed in tantissime occasioni quando i Riina e soci la facevano da padroni nella società e nelle Istituzioni. Pertanto, la UIL e la UIL FPL di Messina chiedono alle SS.LL. celeri interventi finalizzati alla immediata destituzione del prof. Placido Bramanti dal ruolo di Direttore scientifico dell’IRCCS Neurolesi di Messina, al fine di far pervenire ai cittadini messinesi e siciliani un chiaro messaggio di legalità e moralizzazione della Cosa pubblica.

Si coglie, inoltre, l’occasione per chiedere  notizie in merito al progetto di “Telemedicina” e di “Teleassistenza Covid-19”, con particolare riferimento per quanto concerne le modalitĂ  di assunzione dei 50 operatori previsti con compenso annuo di €. 39.000,00 cadauno e i criteri riguardanti l’assegnazione e la gestione del servizio medesimo”.

Concludono i sindacalisti Ivan Tripodi e Pippo Calapai.

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