Irccs-Neurolesi, legittima aggiduicazione bando per acquisto di una Tac

Legittima aggiudicazione gara per il bando del Neurolesi relativo all’acquisto di una Tac. Lo ha stabilito il Tar di Catania che ha respinto il ricorso presentata dalla “Ge M.S.I:” Spsa. Con bando di gara ritualmente pubblicato, l’IRCCSCentro Neurolesi “Bonino Pulejo” di Messina – nel 2018, aveva indetto una procedura aperta per l’affidamento della fornitura di “n. 1 tomografo assiale computerizzato da 256 slice e workstation indipendente”, con un importo a base d’asta di € 1.350.000,00, a cui partecipavano il raggruppamento “PHILIPS S.p.A.”, poi risultato aggiudicatario della suddetta fornitura, e la società “GE M.S.I. S.p.A.”, seconda classificata in graduatoria, entrambi con sede legale in Milano.

Quest’ultima, con successivo ricorso proposto innanzi al T.A.R. Sicilia, sezione staccata di Catania, agiva in giudizio contestando l’asserita illegittima ammissione alla procedura della predetta società in ragione di una ritenuta non conformità dell’apparecchiatura offerta rispetto ai requisiti minimi indicati dal capitolato di gara, oltre che l’asserita illegittima attribuzione dell’ulteriore punteggio assegnato alla stessa per il sub requisito di “elevata risoluzione spaziale” della strumentazione fornita dalla società aggiudicataria.

La società “GE M.S.I. S.p.A.” chiedeva, pertanto, l’annullamento dell’aggiudicazione disposta in favore della società aggiudicataria.

Si costituiva in giudizio, l’IRCCSCentro Neurolesi “Bonino Pulejo”, quale società appaltante, in persona del Direttore Generale Dott. Vincenzo Barone, per resistere al ricorso e sostenere la legittimità degli atti di gara, , con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino, eccependo preliminarmente l’irricevibilità del ricorso per violazione del termine di cui all’art. 120 comma 2bis del c.p.a. (c.d. rito super accelerato) in quanto proposto oltre il termine di 30 gg dall’adozione del provvedimento di ammissione della società aggiudicataria; nonché, in ogni caso, il rigetto integrale del ricorso in quanto volto a sindacare una decisione della stazione appaltante adottata nell’esercizio della propria discrezionalità tecnico-valutativa, come tale, insindacabile in via giurisdizionale, se non in presenza di macroscopiche illegittimità e incongruenze non riscontrabili nella fattispecie.

Quanto al merito delle censure, inoltre, l’avv. Rubino, nel ribadire la legittimitĂ  degli atti di gara, assumeva in particolare la piena conformitĂ  dell’apparecchiatura offerta dalla concorrente societĂ  aggiudicataria, controinteressata nel giudizio, rispetto ai requisiti minimi richiesti dalla lex specialis, oltre alla piena correttezza delle modalitĂ  di calcolo adottate dalla medesima societĂ  per dimostrare il possesso del requisito di “elevata risoluzione spaziale” dello strumento fornito.

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