Mentre Puccio “colleziona” incarichi, i messinesi rimangono senz’acqua

Problemi di approvvigionamento idrico vengono segnali in diverse zone della cittĂ . Specificatamente zona Tremonti, litoranea nord e Provinciale.

A Tremonti pare sia saltata una pompa di sollevamento – sono le indiscrezioni raccolte all’Amam, dove il telefono squilla ma non risponde nessuno – e da ieri mattina la zona è completamente all’asciutto. L’ufficio stampa non ha comunicato nulla, ma la gente comincia a spazientirsi per la mancanza dell’acqua, soprattutto in un momento così delicato nel quale viene giustamente imposto il continuo lavaggio delle mani.

A Provinciale (come da lettera pubblicata dal nostro giornale), ci viene comunicato da un cittadino che subito dopo l’ora di pranzo i rubinetti rimangono a secco. Ciò accade da diverso tempo. Una disfunzione che è diventata cronica. Zona Nord, identico problema: la fornitura viene garantita solo nelle prime ore del mattino, poi chi ha qualche serbatoio va avanti per il resto della giornata, chi non ce l’ha deve razionare le scorte messe da parte.

Il quadro è decisamente disarmante con l’Amam che agli occhi dell’opinione pubblica è stata fatta passare come l’azienda “perfetta”, risanata dalla nuova governace guidata dal fedelissimo di Cateno De Luca. Quel Salvo Puccio messo a guidare la partecipata del Comune e che è diventato fresco di nomina nella qualità di consulente della Città Metropolitana di Messina, come rivelato dal giornale letteraemme.it. Una promozione sul campo per i “successi” conseguiti dal factotum del sindaco De Luca.

A sentire le lagnanze dei cittadini sembra l’esatto contrario. L’Amam sta facendo acqua da tutte le parti, prova ne sia il resoconto di una ordinaria disfunzione, diventata cronica, e lamentata dai cittadini.

A ciò si aggiunga, per completezza d’informazione, il modo con il quale vengono trattati gli utenti, costretti a rimanere anche ore sotto il sole, in coda agli uffici di viale Giostra per ricevere informazioni o richiedere una rateizzazione del proprio debito. Comprendiamo che in tempi di Covid s’impone il mantenimento delle distanze di sicurezza, ma trattare gli utenti come “bestie” non è giusto.

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