De Luca, adesso basta con le castronerie. Intervenga subito il prefetto Librizzi

La misura adesso è colma. Il sindaco di Messina ha tenuto la terza diretta Fb per contribuire ad alimentare una grande confusione e soprattutto generare panico. Proprio quello di cui la città non ha bisogno.

Assurgere al ruolo del “Supereroe” non è contemplato nelle prerogative istituzionali. Così come non è previsto che possa emettere ordinanze che contrastino con disposizioni governative nazionali. Prova ne sia che ha dovuto revocare l’ordinanza del “coprifuoco”, su invito del prefetto.

De Luca però insiste e sulla base della indicazioni derivanti da un “comitato scientifico” improvvisato, s’inventa prescrizioni che hanno solo l’effetto contrario rispetto a quello che dovrebbe essere (il condizionale è d’obbligo), il principio cardine: ovvero salvaguardare la salute dei cittadini. Un richiamo all’articolo 5 della Costituzione è d’uopo, tenuto conto che “La Repubblica è una e indivisibile”. Trasformare Messina nella “Repubblica delle Banane” per volontà di un sindaco, è un atto decisamente contrario alla Costituzione e per questo il prefetto di Messina cominci ad adottare le misure necessarie.

Andiamo al contenuto dell’ordinanza annunciato su Fb e che genererà panico e confusione fra i cittadini. Secondo il suo dire (di De Luca), da quando entrerà in vigore l’ordinanza i supermercati e gli esercizi commerciali potranno rimanere aperti dalle 7 alle 17. Riducendo l’orario di apertura aumenterà la concentrazione degli acquirenti: questo lo capisce anche un bimbo di 5 anni. Si pensi ai disagi che ne deriveranno per chi lavora fino alle 17 e non può certamente approvvigionarsi.

Gli altri esercizi commerciali e gli artigiani dovranno abbassare le serrande alle 15. Roba da matti, direbbe qualcuno. Anche qui, si restringono i tempi e si favoriscono gli assembramenti.

Insomma, De Luca sbaglia tutto e lo fa nella consapevolezza di fare solo “ammuina”….

Davide Gambale

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