Palagiustizia, Confsal Unsa Giustizia dalla parte del presidente della Corte d’Appello

La Segreteria Provinciale della CONFSAL UNSA GIUSTIZIA,  attraverso una nota indirizzata al Presidente della Corte d’Appello di Messina,  Michele Galluccio, e, per conoscenza, al Procuratore Generale,  Vincenzo Barbaro, al Procuratore della Repubblica di Messina, Maurizio de Lucia, al Presidente del Tribunale e al Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, ha manifestato la sua piena condivisione e il suo forte sostegno per la iniziativa preannunciata dal Presidente della Corte d’Appello di Messina, nel suo intervento, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario per l’anno 2020, in data 01/02/2020, di investire l’AutoritĂ  Giudiziaria Contabile per accertare la sussistenza di eventuali responsabilitĂ  contabili per l’ultraventennale mancato utilizzo del finanziamento ministeriale per la costruzione del Secondo Palazzo di Giustizia.

Si tratta di iniziativa analoga a quella giĂ  promossa dalla CONFSAL UNSA GIUSTIZIA con “Atto di Esposto -Denunzia” del 21/03/2014 che, a tutt’oggi, non ha prodotto effetto alcuno.

L’organizzazione Sindacale ha trasmesso copia dell’esposto al tempo promosso quale testimonianza concreta della piĂą ampia, totale e proficua collaborazione, che, sul tema, non può conoscere divisioni, ed ha manifestato l’auspicio che l’iniziativa preannunziata dalla Presidenza della Corte d’Appello di Messina possa avere maggior successo e affermare le apparenti gravissime responsabilitĂ  incombenti in capo a quanti, ricoprendo incarichi politici istituzionali e o amministrativi, non hanno colpevolmente utilizzato il finanziamento pubblico disposto dal Ministero della Giustizia, per omissione o per commissione, con dolo o con colpa grave, per la realizzazione del Secondo Palazzo di Giustizia e, quindi, per la soluzione dell’annoso e gravissimo problema di carenza di spazi e luoghi decorosi, dignitosi, e rispondenti ai requisiti di legge ove Amministrare Giustizia.

Ha, anche, evidenziato che “il danno determinatosi non è soltanto quello erariale, per l’enorme massa di fitti passivi che ancora continua a crescere, giĂ  di per sĂ© odioso, ma anche quello del danno alla salute di quanti negli attuali luoghi e spazi di amministrazione della giustizia sono condannati a lavorare in condizioni offensive per la “dignitĂ  della persona” e quello dell’immagine di un’Amministrazione che dovrebbe tradurre ed esporre alla pubblica percezione e innestare nel pubblico sentire, anche attraverso i luoghi fisici in cui essa viene esercitata, decoro, dignitĂ , rispetto e sacralitĂ .

Ha, infine, invocato che l’iniziativa preannunciata sia effettivamente promossa, sostenuta, coltivata e seguita con ogni energia e con il piĂą assoluto rigore poichĂ© si tratta di “una domanda di responsabilitĂ  per la quale la intera collettivitĂ  merita risposta.

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