Sanità, rivolta dei sindacati contro Giorgianni. Uil-Fpl: "Il Papardo produce salute"

Redazione

Sanità, rivolta dei sindacati contro Giorgianni. Uil-Fpl: "Il Papardo produce salute"

lunedì 24 Febbraio 2020 - 11:21
Sanità, rivolta dei sindacati contro Giorgianni. Uil-Fpl: "Il Papardo produce salute"

Sui tagli sulla sanità a Messina, nella qualità di segretari aziendali UIL FPL area sanità comparto e dirigenza, non riusciamo a comprendere l’assalto violento e prepotente oltre che inqualificabile da parte di un ex senatore nei confronti dell’azienda ospedaliera Papardo“.

Lo scrivono in una nota Corrado La Manna e Livio Andronico della segretaria aziendale Uil-Fpl.

L’attuale management con un impegno enorme che ha coinvolto tutto il personale, consapevoli delle difficoltà esistenti ed ereditate dalle precedenti amministrazioni, ha iniziato i percorsi necessari per risollevare dalle polveri il presidio ospedaliero, recuperando oltre cinque milioni di euro ed altri ne verranno recuperati entro fine anno.
Senza voler rispedire le facili deduzioni (non si sa bene come ottenute) a chi non ha più responsabilità istituzionali ad entrare nel merito, desideriamo far conoscere all’opinione pubblica che, potrebbe risultare frastornata da parte di chi vorrebbe forse “fare terra bruciata ed avvelenare i pozzi” che, l’azienda ospedaliera Papardo possiede delle specialità importanti tra cui le Unità operative di : Oncologia, Chirurgia toracica, Cardiochirurgia, Utic Emodinamica, Malattie Infettive, Rianimazione con Camera iperbarica, Malattie apparato respiratorio, UTIN,Centrale operativa del 118, etc che garantiscono qualità e professionalità grazie soprattutto agli stessi lavoratori che conformi tra le proprie convinzioni e l’agire pratico EROGANO SALUTE adeguata a soddisfare i bisogni dei pazienti. Sic et simpliciter!
La città di Messina a differenza di Catania e Palermo è stata depauperata, l’azienda ospedaliera Papardo va ricordato era stata classificata come ospedale di III° Livello per l’emergenza, l’unica per la provincia di Messina ed, è stata declassata non tenendo conto dell’obbligatoria comparazione delle unità operative interessate in merito a produttività ,numero di ricoveri e DRG, soltanto per consentire il mantenimento delle stesse al Policlinico Universitario di Messina sol per garantire l’accreditamento delle scuole di specializzazione.
Ancora una volta si vuole fare apparire l’accorpamento di una azienda ospedaliera come migliore soluzione possibile per salvarla.
Già qualcuno in passato, ha presentato disegno di legge all’ARS tentando di far perdere la dignità aziendale al presidio ospedaliero Papardo, proponendo di accorparlo al Piemonte. Ne Bis in Idem.
Ci auguriamo di non dover assistere ad un “déjà vu” in quanto, l’Ospedale Papardo oggi è sostenuto dalla professionalità dei dirigenti e di tutto il personale sanitario che, deve essere ulteriormente valorizzato e motivato, improntandolo ad un modello che conduca ad un’unica comune causa determinante ovvero produrre salute.
Non permetteremo a nessuno di denigrare le specialità e le professionalità interne al Papardo. L’azienda Papardo che merita ancor di più di essere rilanciata per l’azione sanitaria che svolge a DEA di II livello offre un servizio indispensabile a favore della collettività siciliana e calabrese.
Noi ci siamo e non arretreremo di un millimetro, un riconoscimento dovuto che spetta per la complessità e la completezza delle sue strutture assistenziali”.

Riportiamo di seguito la lettera dell’ex senatore Angelo Giorgianni all’assessore regionale alla sanità Ruggero Razza

Egregio Assessore Razza, negli ultimi mesi ho più volte fatto presente che la sanità messinese avrebbe dovuto fare i conti con una sostanziosa decurtazione delle risorse finanziarie; speravo di sbagliarmi, ma le notizie degli ultimi giorni, purtroppo, mi fanno pensare che potrei anche avere ragione.

Infatti, ho letto dichiarazioni relative al taglio di oltre 20 milioni di euro di finanziamenti all’ ASP di Messina per la nuova pianta organica, con probabili riduzioni di personale e dei servizi negli ospedali della provincia, o addirittura, la chiusura di due ospedali, e se ciò dovesse essere vero, credo che gli eventuali tagli potrebbero essere, in tutto o in parte, compensati con misure di razionalizzazione della spesa.

In questo contesto ritengo doveroso proporre un ragionamento condiviso e dare a tal fine il mio modesto contributo.

Al riguardo riterrei essenziale e preliminare il rispetto dei principi di economicità e sana gestione, che impongono di tagliare le spese superflue ed improduttive, gli sperperi, e di rimuovere inutili strutture organizzative.

Pertanto, responsabilmente, prima di ipotizzare tagli proporzionali alla contrazione della massa finanziaria bisognerebbe provare ad azzerare gli sprechi, razionalizzando le specialistiche e i servizi, evitandone duplicazioni, in particolare, in aree territoriali a facilità di accesso e a “breve distanza di percorsi”. Sprechi che negli ultimi anni hanno negativamente pesato sulle aree più marginali e disagiate della regione e, in modo particolare, sui Presidi Ospedalieri di Lipari e Pantelleria. Territorio su cui, a mio modesto avviso, bisognava porre maggiore attenzione e investire più risorse. Giusto per fare un piccolo esempio, piuttosto che insistere sul mantenimento del punto nascita di Sant’Agata Militello (300 parti/anno più o meno), a breve distanza da Patti (percorso stradale “facile”) dove, peraltro, è impensabile, con le attuali ristrettezze economiche, strutturare una TIN, sarebbe forse più utile utilizzare e investire tali risorse, economiche e umane, in uno dei due Presidi Ospedalieri Insulari, dove spesso le gravide vengono trasferite, quando le condizioni meteo lo consentono, in condizioni drammatiche e con enormi rischi. E nel panorama della rete ospedaliera Regionale di esempi simili ve ne sarebbero tanti altri.

Con riferimento specifico alla rete ospedaliera messinese, è notorio che l’Ospedale Papardo produce da anni solo debiti, in quanto, essendo Azienda ospedaliera, è finanziato solo con la propria produzione (tariffazione secondo il sistema DRG), in costante e netto calo per la riduzione delle prestazioni erogate ai cittadini e che nei vari ospedali messinesi vi sono costosissime duplicazione di servizi, superabili con un ampia concertazione.

In questa ottica, è necessaria una visione di insieme sulla provincia di Messina e potrebbe essere utile “redigere” una mappa della sanità provinciale unendo i vari attori (le quattro aziende sanitarie) allo stesso tavolo; se è certo che il Policlinico ha una sua ragion d’essere per la mission rivolta alla didattica e alla ricerca e se è chiaro che l’IRCSS Bonino Puleio deve occuparsi di riabilitazione di eccellenza, quello che non ha senso è che gestisca l’Ospedale Piemonte, con posti letto doppioni di quelli previsti al Policlinico e al Papardo, con duplicazione di risorse mediche e infermieristiche.

Se è assodato che l’Azienda più grande (ASP 5) che non ha un ospedale in città deve gestire la sanità territoriale e gli ospedali della provincia, non ha più senso l’Ospedale Papardo come Azienda autonoma; sarebbe più razionale che l’ASP gestisca anche l’Ospedale Papardo e l’Ospedale Piemonte.

Si eviterebbero servizi ospedalieri doppioni con notevoli economie sul personale sanitario, si eviterebbe inoltre l’aumento della mobilità passiva; ogni ricovero di un cittadino residente in provincia di Messina al Papardo o al Piemonte grava sulle casse dell’ASP 5 che deve poi compensare le due aziende di riferimento. Altro beneficio sarebbe il risparmio sulla spesa farmaceutica, in costante aumento; il costo dei farmaci prescritti dai medici del Papardo o del Piemonte è tutto a carico dell’ASP, che sembra abbia difficoltà ad uniformare percorsi diagnostici terapeutici condivisi, e linee guida con personale dipendente da altre aziende sanitarie. Credo in conclusione che il legislatore regionale dovrebbe cominciare a prendere in considerazione la modifica della L.R. 5 del 2009, con accorpamento dell’Ospedale Papardo all’ASP 5 e con lo scorporo dell’Ospedale Piemonte dall’IRCSS Bonino Puleio alla stessa ASP 5, con riduzione delle Aziende sanitarie da quattro a tre e conseguenti ulteriori sostanziosi risparmi di spesa.

In esito a questa operazione, definite le risorse disponibili, bisognerebbe distribuire i tagli tra pubblico e privato, verificando peraltro se il piano Gucciardi, da voi “subito” o “adottato” risponde alle indicazioni della Balduzzi anche in termini di ripartizione dei tagli o se ha determinato una sperequazione, da correggere, tra i posti letto tagliati nel pubblico e quelli non tagliati nel privato.

In ogni caso, Signor Assessore tutti si aspettano da lei che se dovranno essere adottati tagli gli stessi siano rispettosi delle esigenze obiettive del territorio e non della rappresentazione delle stesse proposte dai rappresentanti politico-istituzionali delle varie comunità, perchè scelte sbagliate o peggio falsate possono mettere a repentaglio la vita e l’integrità fisica nostra , dei nostri familiari, dei nostri amici, dei nostri conoscenti e comunque di “Persone”.

Di Sanità purtroppo sì può anche morire e lei con le sue scelte professionali può ridurre questo rischio!