Querelle Carnevale, pesanti accuse a Scattareggia e compagna

Redazione

Querelle Carnevale, pesanti accuse a Scattareggia e compagna

giovedì 20 Febbraio 2020 - 08:38
Querelle Carnevale, pesanti accuse a Scattareggia e compagna

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta di Teresa Impollonia, della Blu Sea in Sicily, a proposito della querelle sul Carnevale. 
“Come già rappresentato durante la conferenza stampa tenuta dall’Assessore alle antiche tradizioni sig. Giuseppe Scattareggia lunedì scorso, rendiamo notal’amarezza nell’aver avuto contezza della sua faziosa e cattiva gestione degli eventi e del calendario delle manifestazioni del carnevale 2020, a danno della scrivente agenzia, ma soprattutto dell’intera cittadinanza, che dopo anni di buona organizzazione, si ritroverà una Piazza Cairoli fantasma ed abbandonata dall’Istituzione Comunale.
Sciaguratamente e come fatto presente alla conferenza stampa, la decisione di non prendere in considerazione le diverse proposte degli scriventi da parte del signor Scattareggia, già protagonisti in altre occasioni di grandi successi riscossi in ambito cittadino con le proprie iniziative, trova origini nelle ‘querelle’ subite” fra la sottoscritta nella qualità di presentatrice e direttrice artistica della manifestazione “La Mascherina d’oro 2019” organizzata per il Carnevale dello scorso anno a Piazza Cairoli, l’assessore e la sua compagna, che urtati dalla presenza in giuria del rappresentante politico ed allora componente di un noto CDA pubblico messinese Roberto Cerreti. Lo stesso era finito nel mirino della coppia per aver consigliato alla coppia per opportunità di ridurre le apparizioni pubbliche della fidanzata del componente di giunta in manifestazioni patrocinate dal Comune di Messina. Venivo avvisami sata che avrebbero fatto in modo “che né io né chi collaborava con me avrebbero più lavorato col comune di Messina.”
Ed effettivamente da quel giorno e non solo sul territorio messinese, in maniera anomala ed ingiustificabile la scrivente si è ritrovata ad essere sostituita in extremis in diverse manifestazioni pubbliche nei diversi ruoli nell’imbarazzo degli organizzatori o l’agenzia, a vedersi rigettare, a ridosso delle date di inizio di manifestazioni concordate, le proprie istanze.
Fermo restando che l’attrito con la fidanzata dell’assessore, in vero, era già stata nel tempo alimentata dalla sua continua pretesa e richiesta di essere promossa dalla scrivente per presentare e condurre anche gli spettacoli patrocinati dal Comune, nonostante anche il Sindaco in tal senso avesse avuto modo di riprendere pubblicamente l’Assessore per analoghe motivazioni, non avremmo mai pensato che le pressioni di una donna evidentemente eccessivamente “protagonista e rancorosa” avrebbero mai condizionato una Istituzione al punto di avere ripercussioni un’intera comunità.
E rammarica maggiormente, l’aver ricevuto, dopo la conferenza stampa di lunedì scorso e quindi, della mia incursione durante lo svolgimento della stessa, una tardiva “pec” dal comune a firma dello stesso assessore, dove si accampavano scusanti e pretestuose motivazioni con il diniego del patrocinio, tra le quali la mancanza documentale o l’eventuale scopo di lucro di alcune iniziative proposte, quando in vero non solo il programma proposto era dettagliato e con allegati anche non richiesti quali planimetrie e misure di sicurezza, ma le iniziative ove richiesto un minimo corrispettivo, quali ad esempio le giostrine per i bimbi, prevedevano un ticket basilare finalizzato non al lucro ma al soddisfacimento delle spese, considerato l’apporto previsto prevalentemente gratuito da parte del Comune di Messina.
È evidente che la risposta dell’assessore rappresenta solo una difesa d’ufficio al suo “indifendibile e fazioso operato” frutto evidentemente di strumentalizzazione terza e di personificazione di un istituzione pubblica, in barba ai ben che men minimi principi di equità e giustizia sociale.
La presente affinché Sindaco e cittadinanza sappiano la verità su quanto subito dalla nostra Agenzia e sulla violenza e la gravità dell’accaduto e si rendano conto definitivamente delle reali motivazioni che costringeranno, tra l’altro, Piazza Cairoli, negozianti e cittadini, ovvero il centro di Messina, a vivere il Carnevale più squallido degli ultimi vent’anni”.