Rigettato ricorso dei sindacati per comportamento antisindacale di Atm e Comune

È stato rigettato il ricorso di Filt Cgil, Uiltrasporti e Cub Trasporti per un presunto comportamento antisindacale perpetrato da Atm, Atm Spa e comune di Messina. La decisione sarebbe stata presa dal giudice del Lavoro per “la mancanza di attualità della condotta antisindacale, vista la successiva bocciatura del piano di liquidazione dell’azienda speciale che di fatto avrebbe bloccato il percorso, riconoscendo nei fatti le considerazioni alla base del ricorso sindacale”, così come spiegano le tre sigle sindacali, le quali considerano quindi il giudizio espresso dal magistrato come una vittoria di Filt Cgil, Uiltrasporti e Cub Trasporti, in quanto il “ricorso ex art 28 Atm rigettato dal Tribunale […] è stato comunque già vinto nei fatti per la retromarcia di amministrazione e Atm”, si continua a leggere nella nota delle organizzazioni sindacali, che poi aggiungono: “Avevamo presentato ricorso per comportamento antisindacale prima dell’espressione del Consiglio Comunale sul piano di liquidazione e sul contratto di servizio a garanzia del rispetto delle normative sul transito dei dipendenti e il giudice in merito conferma la necessità dell’applicazione delle norme previste in materia”.

In ogni caso Filt Cgil, Uiltrasporti e Cub Trasporti saranno chiamate in solido al pagamento delle spese processuali: “Proporremo opposizione per la condanna delle spese – concludono i sindacati – e nessun onere peserà sulle tasche dei lavoratori, pertanto restituiamo al mittente le accuse di strumentalizzazione in quanto resta palese che il ricorso posto in atto da queste sigle sia stato determinante per rimettere nei tempi e nei modi corretti sul binario della legalità il percorso del transito dei dipendenti in Atm Spa al quale saremo disponibili a partecipare procedendo nei modi e tempi previsti dalle norme”.

Di parere del tutto opposto sono l’Amministrazione comunale e i vertici di Atm, che a seguito della sentenza hanno dichiarato: “È fallito così l’ennesimo tentativo di screditare i vertici dell’azienda e di gettare fumo negli occhi dei dipendenti di Atm e dell’opinione pubblica. Il giudice, oltre a statuire l’insussistenza di un comportamento antisindacale, ha condannato i ricorrenti in solido tra loro al pagamento delle spese di giudizio. Ciò significa che sono stati condannati al pagamento delle spese anche gli oltre 40 lavoratori che hanno aderito al ricorso per il quale evidentemente era stato loro prospettato un esito diverso”.

“Ora che si apre la delicata fase dell’avvio di Atm Spa. – si legge al termine della nota – Non resta che auspicare la rinunzia da parte di alcune sigle sindacali a certi atteggiamenti ostruzionistici ed ai facili allarmismi. lasciando spazio ad un impegno per la tutela dei lavoratori scevro da speculazioni politico-sindacali”.

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