Anniverario morte Franco Scoglio, il ricordo di Prinzivalli

Quattordici anni fa, ci lasciava Franco Scoglio, il professore. L”allenatore che veniva dalle isole Eolie e che riportò il calcio vero in riva allo Stretto. Le palle inattive, l”eolian pressing, le bandiere al vento e i suoi bastardi erano l”emblema di una cittĂ  che aveva ritrovato l”entusiasmo. Mister Scoglio fu protagonista di fantastici campionati alla guida di un Messina sospinto da uno stadio sempre stracolmo, ossia, il “Giovanni Celeste’, quello dei mortaretti di Schepis, quello della GioventĂą, dell” Uragano, dei Nocs, dei Fedelissimi, Scala Ritiro, Cumia ecc…
Il professore dettava legge ed era quasi impossibile per gli avversari di turno non lasciare l”intera posta in palio fuori dalle mura amiche. Tante le vittorie dei giallorossi e mitica la promozione in serie B, con una squadra che annoverava tra le proprie fila Catalano, Bellopede, Schillaci, Orati, Napoli, Rossi, Vendittelli e sua maestĂ  Franco Caccia. Nella stagione seguente, il Messina dando spettacolo sfiorò la promozione nella massima serie. Tutta la cittĂ  si era riconosciuta in quella squadra di “bastardi” e in quell”uomo venuto da Lipari, che alzava il pugno al cielo per salutare i suoi tifosi. Con l”aiuto di tanti e trainati da un grande giornalista, Mino Licordari, molteplici erano le trasferte organizzate che portavano migliaia di supporters in giro per l’Italia.
Franco Scoglio era un trascinatore, un leader, un uomo che ha segnato indelebilmente un periodo di gioia e di rivalsa per Messina sportiva e non. Uno che non cambiava i suoi calciatori con quelli con il Francavilla dopo una sconfitta per 5-0. Un uomo che non si arrendeva mai.
Scoglio era questo, prendere o lasciare, capace di battere la Roma, grazie ad un suo celebre calcio da fermo o di inscenare sfide dialettiche dove ne usciva sempre vincitore. Franco Scoglio resta personaggio inimitabile in uno sport che ancora oggi avrebbe bisogno della sua presenza.
Dino Prinzivalli

Condividi




Change privacy settings