Occupazione, Sicilia “cenerentola” d’Europa

Si registrano in Italia meridionale i dati Meridionale i dati peggiori di tutta l’Ue sull’occupazione dei giovani laureati. Lo riferisce il quotidiano britannico “Financial Times”, evidenziando i problemi delle regioni italiane piu’ povere. In particolare, soltanto uno su tre dei giovani laureati meridionali trova un lavoro per il quale ha studiato, meno della meta’ della media europea e peggio di tutte le regioni dell’Ue, incluse le parti piu’ povere di Grecia e Spagna. Secondo i dati diffusi da Eurostat, oltre la meta’ delle 10 peggiori regioni Ue in fatto di occupazione sono proprio in Italia. La SICILIA poi e’ la peggiore di tutte: il tasso di occupazione dei giovani laureati ha perso altri 5 punti percentuali e nel 2018 e’ precipitato al 27 per cento. Prima della crisi finanziaria, ricorda il “Financial Times”, l”Italia del Sud stava convergendo con il Nord in termini di reddito pro capite. Tuttavia, da allora il divario e’ tornato ad allargarsi, con gravi conseguenze per le prospettive di lavoro dei giovani. Questa tendenza e’ uno dei principali fattori che stanno spingendo i piu’ intraprendenti a emigrare, privando l’Italia dei suoi piu’ preziosi talenti. I neolaureati, dichiara al “Financial Times” l’esperto Nicola Nobile della societa’ Oxford Economics, “in sostanza stanno votando con i piedi: il deficit di capitale umano tra Nord e Sud dell’Italia non diminuira’ affatto, r anzi continuera’ ad alimentare questo circolo vizioso”. Per il “Financial Times”, l’Italia manca di aziende avanzate che hanno bisogno di laureati e il suo settore statale ha ormai una limitata capacita’ di assorbirli nella pubblica amministrazione, che un tempo costituiva la principale fonte di opportunita’ di lavoro per i giovani specializzati. “Gran parte dell’economia italiana”, conclude il “Financial Times” citando l’economista Andrea Garnero dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), “e’ concentrata in lavori tradizionali, in settori a bassa produttivita’ dove vi e’ poca richiesta per competenze di alto livello e questo e’ ancor piu’ vero nel Sud”

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