Fontalba, Alessandro Faranda: “Pronti per nuove sfide”

“Eccellenze del territorio” parte dell’acqua Fontalba, una delle storiche aziende della provincia di Messina che si sta imponendo nel mercato nazionale e che punta adesso decisamente alla “conquista” di mercati esteri.

Alessandro Faranda, giovane rampollo della famiglia che ha “creato” la Birra Messina, da sette anni guida l’azienda di famiglia. Poco meno che trentenne ha preso in mano le redini dell’azienda fondata negli anni Sessanta, ed ha dato quell’abbrivio giovanile ad un’azienda che aveva la necessità di confrontarsi con autentici colossi.

A sette anni dal suo insediamento, Alessandro Faranda può ritenersi soddisfatto della crescita della sua azienda, ma si prepara per affrontare nuove ed importanti sfide.

La Fontalba è un’azienda che con l’indotto coinvolge oltre 1.500 lavoratori che costituiscono il motore di un’industria allocata nel cuore dei Nebrodi.

La “Goccia che fa traboccare di salute” è diventata celebre nell’immaginario collettivo, unita alla specificità dell’acqua che è imbottigliata così come sgorga, a 1.200 metri di altezza.

Un cenno storico è fondamentale per comprendere la qualità dell’acqua Fontalba: il medico personale di Federico II gli consigliò di sorseggiare l’acqua di Monalbano, dove oggi sorge il magnifico maniero. “Mio zio Ignazio scoprì casualmente la fonte dove sgorgava l’acqua in un terreno di nostra proprietà negli anni Sessanta. Da lì a poco nacque l’azienda”.

Il primo passo compiuto da Alessandro Faranda è stata l’adesione immediata al sistema confindustriale.

“Dopo il mio insediamento ho voluto aderire con la mia azienda a Confindustria Sicilia per una serie di motivi. Il primo perché siamo un’azienda siciliana, poi perché credo fortemente nello sviluppo collettivo solo se alla base vi è coesione. Fare gruppo per noi è molti importante”.

 Un managment giovane della Fontalba che si prepara a nuove sfide…

 “Indubbiamente implementare la nostra esportazione è la sfida che ci siamo prefissati. Siamo già presenti in mercati importanti come gli Stati Uniti, ma non intendiamo fermarci, vogliamo sondare altri mercati che riteniamo importanti. Stiamo guardando con un certo interesse all’Est Europa. Ci interessa portare in giro per il mondo il nome della Sicilia e la nostra acqua può essere un eccellente veicolo”.

Un’altra sfida è il rispetto dell’ambiente…

“Indubbiamente, da sempre lavoriamo per essere sempre più un’azienda green, ma per raggiungere obiettivi importanti è fondamentale sapere come farlo…”

A proposito di plastic-free…

“Questo è un tema attuale, ma del quale ci stiamo occupando da tempo nella nostra azienda. Le normative comunitarie non ci spaventano perché da parte nostra c’è la volontà di rispettare l’ambiente. Abbiamo studiato tutte le soluzioni possibili per farci trovare preparati, ma serve un’attenta politica di gestione di questa grande rivoluzione che ci condurrà verso la cosiddetta ‘plastic-free’. Qui devono venirci anche incontro le istituzioni statali. A differenza di altre aziende, ma non vuole essere una critica, abbiamo avviato studi approfonditi, altri hanno tentato di eliminare la plastica ma hanno fatto poi un passo indietro”.

Ha parlato di sinergie, a che punto è la collaborazione con l’Università di Messina?

“Intanto, la nostra Università è un’autentica eccellenza. La nostra collaborazione con l’Ateneo è datata dal momento che gli esami di laboratorio della nostra acqua vengono fatti proprio a Messina. Ma poi c’è una interessante interlocuzione con il magnifico Rettore Salvatore Cuzzocrea per avviare una importante sinergia”.

 Infine, la ricaduta lavorativa sulla nostra provincia pare sia importante…

“Guardi la nostra azienda compreso l’indotto coinvolge oltre 1.500 lavoratori. Un numero che per me è un orgoglio e che ci porta ed essere leader in Sicilia nel settore di riferimento”.

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