Lisa a Letojanni, il robot umanoide di Puglisi e Moschella verso nuovi orizzonti

E’ stato un vero e proprio successo l’evento di presentazione di Lisa, la robot umanoide ospite per due giorni all’interno del modulo itinerante BiosPHera 3.0, installato sul lungomare all’altezza di piazza Corrado Cagli a Letojanni.

L’automa low cost, ideata e progettata, da due giovani talenti del comprensorio Andrea Puglisi, di Letojanni e da Francesco Moschella, di Sant’Alessio Siculo, entrambi diciannovenni, freschi di diploma, hanno mostrato al pubblico la loro creazione nata dopo oltre un anno di ricerca e studio grazie ai quali Lisa riesce a parlare, muovere gli arti superiori e la testa ed è in grado di muoversi a passo di musica; inoltre, nella nuova versione Lisa è stata munita di una pinza che gli permette di prendere oggetti.

“L’obiettivo del progetto – hanno spiegato i due ragazzi – è quello di costruire un robot a basso costo che possa competere con altri automi delle grandi multinazionali che hanno costi superiori alle migliaia di euro”. Lisa project è in fase di sviluppo perchĂ© la continua evoluzione delle tecnologie relative alla progettazione di Lisa porta i suoi costruttori a continui aggiornamenti sui materiali da utilizzare per la sua costruzione e sperano che in un tempo assai breve riesca a muovere anche il resto del corpo robotico e che arrivi ad interagire con gli esseri umani, di camminare ed essere un valido assistente in casa o in un ufficio.

La presenza di Lisa all’interno del modulo sperimentale ha destato curiosità ed interesse da parte dei visitatori, più di trecento nelle due serate, che non hanno mancato di plaudire all’iniziativa apprezzando l’impegno e l’ingegno dei due giovani. Andrea Puglisi e Francesco Moschella, intendono proseguire sulla strada dell’esperienza della robotica.

Nel 2018 hanno vinto i campionati nazionali di robotica staccando il biglietto di accesso a rappresentare l’Italia ai Mondiali svoltisi a Montreal. “Ci riteniamo davvero soddisfatti di come sia andato questo evento – dicono in coro Andrea e Francesco – e della corposa affluenza di visitatori sperando di aver lasciato in loro un segnale importante”.

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