Il Cavaliere inesistente. Di Pericle

“Il cavaliere inesistente” è un romanzo fantastico di Italo Calvino. I protagonisti di questo romanzo sono due paladini di Carlo Magno: il cavaliere inesistente, di nome Agiulfo (che rappresenta una lucida armatura vuota) e un giovane inesperto e incompetente, Rambaldo. Pur essendo il romanzo citato del 1959, presenta una straordinaria attualità riferita ai personaggi del governo gialloverde conosciuto e propagandato come il governo del cambiamento. Non ci soffermeremo in questa nota sul giovane inesperto e incompetente che ha manifestato anche il dono dell’arroganza (Di Maio), ci interessa invece cogliere le similitudini di Agiulfo (il cavaliere inesistente) con l’attuale Presidente del Consiglio ossia Conte.

La prima assonanza fra il personaggio di Calvino e il Presidente del Consiglio è evidente: l’eleganza. Agiulfo si fa notare per la lucentezza dell’armatura, Conte per l’ottimo taglio degli abiti e per l’immancabile pochette. Tranne la leggiadria dell’abbigliamento non possono essere riconosciute altre doti. Al primo manca ardore e valore, al secondo cultura politica e le caratteriste proprie di un capo.

Deve avere avuto consapevolezza e pudore di tali deficit se ha ritenuto opportuno esternare, al “popolo di cui si è autodefinito avvocato”, i problemi del governo di cui eufemisticamente è capo. In realtà le parole che, sono azioni, hanno voluto ergere uno scudo protettivo ai Cinquestelle, scatola di discreto formato, ma vuota di idee e contenuti. Le considerazioni, oggetto della conferenza stampa, rivolte alla Lega di Salvini  sono state rinviate al mittente dal Capitano e dal Richelieu padano (Giorgetti) e, sono apparse false intimidazioni e vuote parole. Appunto come la lucida armatura di Agiulfo. Ci pare opportuno ricordare le frasi celebri di Conte: 1) “ci sono le premesse per un bellissimo 2019.

L’Italia ha un programma di ripresa incredibile (1 Febbraio 2019)”, 2) “quest’anno la crescita dell’Italia potrebbe arrivare fino al 1,5% (23 Gennaio 2019)”, 3) “siamo fuori dalla recessione (1 Maggio 2019)”. È sotto gli occhi di tutti che nessuna di queste affermazioni ha trovato validazione e realizzazione, al contrario il debito pubblico è aumentato e il Pil è pari a zero, mentre lo spread fa tremare i polsi.

Nonostante ciò, il Presidente del Consiglio espressione dei cinquestelle, si erge a censore e vorrebbe assumere il tono di Savonarola e minaccia “basta liti o lascio”.

Come scrive il giornale Libero sembra “il ruggito del coniglio”.

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