Deficit Regione, la Cgil riunisce il direttivo regionale

Ad Enna, nella sede del Centro Polifunzionale, si è tenuta la riunione del Comitato Direttivo della Fp Cgil SICILIA, alla presenza del Segretario Generale dell’Organizzazione Michele Pagliaro. Riflettori puntati inevitabilmente sui contenuti della manifestazione del 22 giugno, che è stata programmata, assieme alle altre sigle sindacali, a Reggio Calabria, ”dove – ha rilevato Pagliaro – torniamo a protestare dopo oltre 50 anni”. Lo slogan scelto per l’occasione è ”Futuro al Lavoro. Ripartiamo dal Sud per unire il Paese”. A presiedere i lavori è stato il Segretario Generale della categoria, Gaetano Agliozzo. Al Tavolo anche il Segretario regionale, Alfonso Buscemi. ”Tra una decina di giorni – ha detto Gaetano Agliozzo – scenderemo ancora in piazza, visto che i Palazzi del potere decisionale non prestano orecchie alle istanze che arrivano dai territori e dalle forze sociali. Le nostre sono rivendicazioni che vanno nella direzione dell’interesse comune: a partire dalla pianificazione e attuazione di serie politiche di sviluppo per il Mezzogiorno”. Agliozzo, nella propria relazione, ha messo sul tappeto una serie di criticità. ”Il sistema sanitario, senza nuove assunzioni, è destinato al collasso – ha puntualizzato – va rigenerato e riqualificato attraverso anche la stabilizzazione di figure professionali che già operano in questo delicato e nevralgico comparto. In questo modo si darebbe una risposta, in termini di efficienza del servizio, alle nostre comunità e si soddisferebbe la legittima aspettativa di quanti sono in attesa da tempo per ottenere un contratto a tempo indeterminato. Quello del precariato negli enti pubblici è un nodo che va affrontato seriamente, a cui va data, una volta e per tutte, adeguata soluzione. C’è la necessità, così come abbiamo invocato nella manifestazione unitaria dello scorso 8 giugno a Roma, di mettere in campo un piano straordinario di assunzioni, di stanziare più risorse per il welfare e i servizi pubblici. Lo ribadiamo con forza in ogni circostanza. Così come diciamo espressamente no al progetto di autonomia differenziata delineato da questo governo nazionale, se prima non verranno garantiti a tutti i diritti sociali fondamentali, a prescindere dal territorio in cui si vive. Altrimenti si determinerà solo un aumento delle già insostenibili diseguaglianze sociali e geografiche. C’è poi la necessità di avviare, nella nostra terra, un urgente piano relativo alle politiche di gestione dei rifiuti. Non sono da meno le vicende Ipab e la mancata riforma della pubblica amministrazione siciliana”. “Ed infine c’è grande preoccupazione per il deficit finanziario che sta investendo la Regione, il cui rischio è di ipotecare il futuro delle nuove generazioni, oltre agli inevitabili riflessi negativi nell’attuale agire quotidiano, ma siamo in apprensione anche per le incertezze che riguardano le ex Province. Nel corso della riunione, l’analisi si è soffermata anche sulle dinamiche politiche nazionali. ”C’è una situazione complessiva certamente difficile – ha riferito Michele Pagliaro – con un Ministro dell’Interno che pensa di combattere la mafia solo il 25 aprile e che scimmiotta gesti fascisti. Questo governo aveva promesso la cancellazione della Fornero e dell’Articolo 18 del Jobs Act e invece pensa alla Flat Tax. E soprattutto non si cura del disastro a cui vanno incontro i servizi pubblici per la mancanza di personale. Per non parlare della mobilità: niente ferrovie e viabilità secondaria abbandonata a se stessa. E’ probabile che di fronte a questo drammatico scenario, dopo giorno 22 in cui torneremo a lanciare le priorità di cui ha bisogno il Sud, la Cgil, unitariamente alla Cisl e alla Uil, decida di indire opportune iniziative di protesta”. Sul terreno delle responsabilità delle Istituzioni politiche regionali, Pagliaro ha posto l’accento sui conti. ”Il Consuntivo 2018 presenta un disavanzo di 7 miliardi – ha rilevato – rispetto al quale si delinea una prospettiva di assestamento lacrime sangue. Peraltro – ha osservato ancora – i dati Istat, relativi al primo trimestre 2019, confermano il trend negativo con una perdita di 36mila posti di posti di lavoro in riferimento allo stesso periodo dello scorso anno. Un quadro – ha concluso Pagliaro – che attesta il tasso di disoccupazione al 22,3%, più del doppio della media nazionale. Non c’è certo da stare tranquilli”

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