Uno non vale Uno. Di Pericle

La scoperta del DNA e la decodificazione della sua struttura dovrebbe essere sufficiente a fare inorridire chi ritiene che “uno vale uno”. Il concetto di homo sapiens nell’era carioca (gialloverde) è stato sostituito dall’homo stupidus stupidus.

Non si tratta di stupor (stupore), bensì di una involuzione genetica regressiva che -castrazione chimica, no vax (vaccinazioni), decrescita felice, navigator (disoccupati che dovrebbero indirizzare a trovare lavoro), induzione alla  paura (immigrazione) e leggi illiberali (spazzacorrotti e sicurezza)- stanno cercando con proterva e lucida determinazione di realizzare. Un Paese di profonda cultura, basato sull’umanesimo, è governato da barbari e incompetenti attraverso Facebook e Twitter.

Tutto ciò era stato profetizzato nel 1871 da Henri Fréderic Amiel in “Frammenti di diario intimo“. “Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all’assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del principio astratto dell’Uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sull’uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la diseguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioé la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell’appiattimento“.

In sintesi “uno vale uno” significa affermare che Di Maio e Salvini sono come Moro, Berlinguer o Almirante. La cosa non può essere accettata e confligge con la ragione.

Chi scrive ritiene, privo di pregiudizi ideologici, che i cittadini-elettori debbano riflettere e considerare il monito premonitore di Henri Fréderic Amiel.

Pericle

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