Lavoratori Asacom, Uil-Fpl: “Intervenga l’Ispettorato del Lavoro”

In una nota Pippo Calapai e Laura Strano, rispettivamente segretario generale e responsabile Servizi sociali della Uil-Fpl Messina, accendono i riflettori sui lavoratori Asacom della Città Metropolitana di Messina.

“La Uil-Fpl chiede interventi dell’Ispettorato del Lavoro per le verifiche volte a garantire una corretta osservanza della normativa che disciplina i rapporti di lavoro, onde evitare che il perpetuarsi di tale situazione possa configurare ‘intermediazione di  manodopera’; al Provveditore agli studi per chiarire  ai Dirigenti Scolastici quali siano la tipologia di poteri e competenze amministrative che possono esercitare sugli operatori non ricompresi nel contratto di lavoro della scuola, e che dipendono dalle cooperative affidatarie dei servizi appaltati, della Città Metropolitana perché vigili, non sulle modalità di articolazione dell’orario di lavoro o sul recupero orario, bensì sulla tempestiva liquidazione delle retribuzioni, che vanno corrisposte entro il 20 del mese successivo dato che ad oggi gli operatori non hanno ancora percepito la retribuzione del mese di marzo, nonché sull’osservanza delle altre norme del Capitolato d’appalto, verificando la qualità del servizio e il grado di soddisfacimento dello stesso da parte dell’utenza, della Cooperativa che si invita a corrispondere con puntualità la retribuzione delle 18 ore ai lavoratori riconoscendo, nella qualità di datore di lavoro, tutte le ore e le attività del profilo di riferimento; dell’ Assessore Regionale un intervento per la risoluzione della problematica anche con l’adozione di apposite Linee Guida. Il nocciolo duro della questione sono le note criticità del servizio di assistenza e autonomia alla comunicazione dei disabili, in applicazione dell’art. 13 della L.104/1992 , imputabili ad un cattivo coordinamento e alla confusione di ruoli tra i diversi soggetti coinvolti, Città Metropolitana di Messina, operatore economico affidatario, Istituti scolastici, che causa notevole  stress psico-fisico agli operatori, sottoposti ad una serie di comunicazioni ufficiali ed ufficiose, a volte anche contraddittorie e confusionarie, da parte di tutti i soggetti coinvolti. Gli operatori, dipendenti delle cooperative dovrebbero rispondere esclusivamente al datore di lavoro di assenze, orario di lavoro e recuperi e invece risultano stranamente sottoposti ad un atipico potere di controllo sia dell’orario di lavoro che delle presenze, sia da parte dei vari Dirigenti Scolastici che controfirmano le ore di presenza, entrando alcuni talune volte anche nel merito del riconoscimento delle ore, sia della Città Metropolitana che dispone sui recuperi sull’orario di lavoro e sulle modalità dell’espletamento del servizio, (non sulla corretta esecuzione del servizio come dovrebbe) , sia per ultimo dalla Cooperativa, sembrando sottoposti a ben tre datori di lavoro.

Per evidenziare la situazione di disorientamento generato tra gli operatori si riportano a titolo esemplificativo alcune disposizioni o situazioni di fatto che stanno determinando malumore negli operatori:  la Provincia dispone che il Dirigente Scolastico attesti la  presenza degli operatori controfirmando i fogli di presenza presso la scuola (nota del 8/10/20189) attribuendo così ai Dirigenti anche il potere eventuale di togliere ore di lavoro, la Provincia si preoccupa di sottolineare le mansioni  inferiori che potevano essere svolte dagli ASACOM, se pur occasionalmente, non riconoscendo invece pienamente quelle equivalenti del profilo professionale, la Provincia sancisce nel capitolato d’appalto che le ore sono ‘max 18’  ma ne consente la deroga e mentre alcuni operatori faticano ad arrivare ad effettuare le 18 ore alcuni operatori hanno  avuto assegnato un numero di ore maggiore o anche due utenti; nel caso in cui l’utente sia presente a scuola, ma per motivi di terapia debba interrompere per un’ora l’attività scolastica, all’operatore ASACOM, nell’attesa del rientro dell’utente , non viene riconosciuta l’attività lavorativa complementare che potrebbe svolgere in quell’ora, e la  città metropolitana si è persino premurata di disporre in un caso specifico l’orario di servizio di recupero per l’operatrice, trasmettendolo alla cooperativa che a sua volta lo ha inoltrato all’operatrice. E ancora l’operatore presente sul posto di lavoro in mancanza dell’utente, in alcuni casi è stato retribuito e in altri analoghi no, sempre secondo diposizioni impartite dalla Città Metropolitana (con nota del 15/02/2019 ) con valutazioni del tutto illogiche e discrezionali che si ripercuotono sugli stipendi dei dipendenti. Nel caso di gite scolastiche le ore effettuate dagli operatori che accompagnano in gita gli utenti è stato disposto che vengano sottratte al monte ore delle 18 ore consentite, con la conseguenza che l’utente nelle settimane successive dovrà rinunciare all’assistenza. Recentemente nel periodo delle vacanze scolastiche durante le festività della Pasqua la Cooperativa  aveva prima disposto che le ore di servizio non fruite potessero essere recuperate in anticipo e in un secondo momento la Città Metropolitana ha disposto la possibilità del recupero solo successivamente a tale periodo, salvo casi eccezionali decisi dalla scuola con ciò creando malumore, confusione e incertezza su chi invece ha già anticipato il recupero delle ore al servizio degli utenti. Non si comprende quale fosse il problema di non potere anticipare il recupero delle ore.

Tale situazione di enorme confusione determina interpretazioni variabili da scuola a scuola sulla validità o meno delle ore che possono essere riconosciute, pagate e rendicontate, con enormi perplessità anche sull’opportunità di modificare  in pejus l’importo contrattuale ed in particolare il costo del lavoro. 

Gli operatori già in part-time con uno stipendio già dimezzato vivono  nell’incertezza perenne di potere recuperare e con il dubbio sul riconoscimento delle ore già recuperate, con conseguente malumore e demotivazione.

E’ inaccettabile che chi svolge il servizio debba essere sottoposto a così tanto stress nello svolgimento di un lavoro così delicato. Ci si riservano ulteriori iniziative in caso di mancata risoluzione in tutte le sedi, a tutela degli e delle operatrici”.

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