Personaggetti molto pericolosi. Di Pericle

L’assoluzione di Ignazio Marino, ‘il sindaco marziano’, pone domande e suscita riflessioni essenziali in una democrazia compiuta.

L’ex sindaco di Roma, per dovuta informazione, è stato ed è un eccellente chirurgo conosciuto ed apprezzato in ambito internazionale. Questa precisazione è fondamentale per differenziarlo dai ‘scappati di casa’ (5Stelle) e da ‘un ex portaborse’ assurto ad ideologo del gramscismo e del renzismo (Orfini), denigratori e calunniatori protervi dell’ex sindaco. Ambedue queste entitá, invece, di fare una promessa votiva e ritirarsi in un convento di clausura per sempre, si permettono ancora di ergersi a censori: “Non mi scuso era inadeguato. Con lui cittá un disastro” (Orfini). Figurarsi se il Movimento delle bugie e della finta legalitá si cosparge il capo di cenere. Singolare come con la Raggi (indagata e poi assolta) si sia chiesto garantismo e per Marino subito il rogo!

Ma le riflessioni riguardano un nervo scoperto ossia la giustizia. Ci conforta un editoriale di qualche giorno fa scritto da Carlo Nordio (Gazzettino, 11 Aprile, 2019): “Il sistema è irragionevole perchè consente che l’imputato, assolto in primo grado, venga condannato in appello senza che il dibattimento debba essere rinnovato e senza l’intervento di fatti nuovi. PoichĂ© la condanna può intervenire soltanto “al di lĂ  di ogni ragionevole dubbio” come recita l’articolo 533 del codice di procedura penale, è assurdo che un giudice condanni dove un altro giudice ha giĂ  dubitato al punto di prosciogliere. Ed infatti questa incongruenza non esiste in nessun Paese al mondo che abbia adottato, come noi pomposamente pretendiamo, il codice accusatorio “alla Perry Mason”. Il nostro legislatore ci aveva provato, ma il tentativo è stato bocciato dalla Corte Costituzionale. Così il nostro codice resta un indovinello avvolto in un impenetrabile mistero”.

Il ‘caso Marino’ conferma ancora una volta l’uso strumentale delle indagini che, dai tempi di Mani Pulite, costituisce lo strumento principale da parte di una politica debole e succube della magistratura per eliminare l’avversario politico attraverso i processi quando non riesce a sconfiggerlo con le armi delle elezioni.

Se questo atteggiamento appartiene al DNA rancoroso dei grillini, privi di storia e futuro, per il Pd questa vicenda è particolarmente grave. Il Pd avrebbe o dovrebbe avere un codice genetico garantista, “contrario ai poteri della spada, della tonaca e, soprattutto della toga”. Purtroppo, anche nel Pd ci sono tantissimi personaggetti pericolosi.

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