Fra gli indignati si nasconde il prossimo assassino

Da quando ho appreso la notizia dell’assassinio di Alessandra non riesco a capacitarmi come una belva abbia potuto uccidere la propria compagna a mani nude. Ammazzata di botte e lasciata agonizzante in casa, senza che nessuno abbia potuto soccorrerla. Un terribile fatto di sangue che ha scosso le coscienze e scatenato, giustamente, l’indignazione di tutti. Indistintamente. Ma dietro l’esercito degli indignati, purtroppo, si nasconde il prossimo assassino.

L’uomo che commetterà lo stesso crimine oggi si nasconde nella trincea di chi stigmatizza l’omicidio di Alessandra, una ragazza come tante altre finita a calci e pugni da quello che riteneva essere l’uomo della sua vita. Un amore criminale sfociato nella soppressione di una vita. All’indomani del femminicidio, proprio nel giorno della “Festa della donna”, la gente si interroga. Si chiede se quell’assassinio poteva essere evitato. La risposta è sì. Ciascuno di noi lancia segnali che familiari, parenti, amici, e semplici conoscenti non riescono, purtroppo, a cogliere perché distratti da altro, soprattutto da dibattiti scatenati ad arte da una Società malata.

L’opinione pubblica è distratta, ma attentissima ai programmi televisivi di scarso valore etico e morale come l’Isola dei Famosi, Uomini e donne e tanti altri ancora. I Social network ridondano di commenti e fra questi si nascondo i segnali, talvolta timidi, di chi soffre nel proprio silenzio. Sono questi i segnali che andrebbero colti per evitare che amori “malati” sfocino nel sangue.

Quanto alle pene, a mio avviso questo genere di reati andrebbero puniti con severità perché quando si uccide una donna, non in quanto debole, si uccide una potenziale generatrice di vita. Soprattutto per questo le pene andrebbero inasprite.

Oggi non c’è nulla di festeggiare, c’è solo da riflettere e cercare di non essere distratti per decodificare i deboli segnali di chi soffre per un amore malato.

Davide Gambale

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