Cosap, Salvatore Longo il vero “architetto” del nuovo Regolamento

Qualcuno s’è preso ingiusti meriti, ma il vero “architetto” del nuovo regolamento Cosap varato dal Consiglio comunale è il suo. Salvatore Longo, avvocato, contitolare con il fratello del noto Bar Progresso di viale San Martino, vicepresidente provinciale di Sadacasa, è stato il vero artefice del lavoro preparatorio del nuovo regolamento. In molti, pur non avendo un locale pubblico, si sono attribuiti i meriti in rappresentanza di categorie produttive, ma Longo ha seguito ab origine il lavoro  di uno strumento che darà “respiro” ai titolari di esercizi commerciali che hanno occupato o occupano il suo pubblico con sedie, tavoli e gazebo. Non ha mai parlato prima d’ora, ma l’esultanza sbracata di qualcuno gli ha dato un po’ fastidio.

“Per onestà intellettuale avrebbero dovuto riconoscermi i giusti meriti nell’affannosa ricerca di interviste, ho seguito personalmente questo lungo parto sin dall’inizio partecipando a tavoli tecnici, incontri e riunioni con la parte politica. Il consigliere Nino Interdonato può darmene atto. Fino a qualche giorno fa, quando sono stato l’unico a seguire quella delicata seduta di Consiglio comunale quando si è deciso per il rinvio. Ero mestamente solo alla chiusura dei lavori, non mi risulta che vi fossero altri rappresentanti delle associazioni di categorie che il giorno dopo hanno giustamente esultato per l’approvazione del nuovo regolamento. Non sono il tipo che ama fare polemiche, ma è giusto che venga ribadito un concetto. I lavori di preparazione del regolamento li ho seguiti da vicino nella doppia veste di contitolare di un esercizio commerciale e di legale. Ho subito un danno ingiusto come i miei colleghi e il successo al Tribunale di Messina per la mia causa, cui si è aggiunta la sentenza del Cga, hanno fatto da apripista al nuovo regolamento. Io faccio impresa e conosco la materia, altri non mi risulti che facciano impresa e si attribuiscono meriti che non hanno. Per concludere mi auguro che questo successo ottenuto possa dare respiro ai commercianti messinesi costretti a pagare una tassa per l’occupazione del suo ingiusta”.

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