Mafia dei pascoli sui Nebrodi: scattano 14 arresti

Il sistema delle offerte segrete, dunque, avrebbe permesso di pianificare le offerte da parte degli imprenditori agricoli, che grazie alla “connivenza”, secondo le accuse, del direttore pro tempore della Silvo-pastorale, riuscivano ad aggiudicarsi i lotti, monopolizzando il sistema. A Consoli e’ contestata anche l’accusa di avere favorito l’aggiudicazione dei lotti agli imprenditori, raggiunti oggi dai provvedimenti, eludendo il Protocollo Antoci, che prevede la produzione dell’informativa antimafia in sede di presentazione delle offerte che, invece, veniva richiesta solo dopo la stipula dei contratti.

Quando emergeva che alcuni aggiudicatari risultavano, secondo la certificazione antimafia, appartenenti o vicini alla criminalita’ organizzata, Consoli non avrebbe avviato la rescissione di contratti. In questo modo i 14 imprenditori agricoli coinvolti nell’operazione, avrebbero percepito indebitamente contributi comunitari per circa 3 milioni di euro. A carico di Consoli e’ stato disposto l’obbligo di firma. Cento i militari delle fiamme gialle in azione. Oltre all’obbligo di firma per il dirigente pubblico, e’ stata disposta la custodia cautelare in carcere per Giovanni Foti Gelligambi, di Bronte (Catania), Giuseppe Foti Gelligambi, di San Teodoro (Messina), Sebastiano Foti Gelligambi, San Teodoro, Federica Pruiti di Bronte, Angioletta Triscari Giacucco, di Cesaro’ (Messina), Vita Cavallaro, di Bronte, Anna Maria Di Marco, di San Teodoro. Arresti domiciliari per Maria Cantali, di Catania, Silvestra Calderaio, di San Teodoro, Sebastiana Bevacqua, di Tortrici (Messina), Salvatore Lupica Infirri, di Sant’Agata di Militello (Messina), Santo Coma di Bronte, Giuseppe Lupica Infirri, di Tortorici, Salvatore Armeli Iapichino, di Tortorici.

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