Sbaraccamento, lo “scherzetto” del sindaco De Luca

Qualcuno ad agosto gli aveva anche creduto. Il 31 ottobre Messina non avrà una sola baracca: lo aveva detto il sindaco Cateno De Luca in piena estate, quando imperversava il “tormentone” delle scuole chiuse perché insicure. Il sindaco s’era recato nelle baraccopoli messinesi ed aveva illuso quei cittadini che da anni vivono, per loro scelta, in autentici tuguri.

Chi gli faceva notare che era cosa impossibile, lui rispondeva: “Vedrete, sono disposto a tutto. Se non ci riesco mi dimetto”.

Oggi è il 31 ottobre e Cateno De Luca sull’argomento ha fatto calare un alone di silenzio. Non si parla più di sbaraccamento, né della sistemazione dei baraccati.

Com’era prevedibile, il sindaco non s’è dimesso e continua a consegnare singoli alloggi nell’ambito del progetto “Capacity” della procedente amministrazione. Lo “scherzetto” di Halloween è stato “confezionato” da un sindaco unico nel suo genere: capace di promettere e fare l’esatto opposto. Il tema del Risanamento è stato abilmente cancellato dal “Salva Messina”, la manovra “lacrime e sangue” che avrebbe dovuto portare a un bagno di sangue con perdita di numerosi posti di lavoro. Anche in questo caso, De Luca ha fatto l’opposto: nessun posto di lavoro perso.

Il sindaco ormai ha abituato la città alle sue promesse non mantenute: fa l’esatto opposto di quello che dice. E per certi versi non è che sia un male: prendi il “Salva Messina”.

Ma la città è ancora disposta a sopportare tali atteggiamenti, tipico di chi pensa di esercitare il ruolo di sindaco “gabbando” i cittadini?

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