Caro De Luca: che piacere c’è a licenziare 74 padri e madri di famiglia?

De Luca non arretra di un millimetro rispetto alla “guerra” con i sindacati e quindi con i lavoratori. A mezzo Fb lancia l’ennesimo guanto di sfida utilizzando in modo improprio i 74 lavoratori dell’Atm licenziati dalla nuova governace dell’azienda trasporti pubblica.

Sottolineiamo pubblica perché così è e così deve restare. Il piano di De Luca è quello di privatizzarla, ma sappiamo che la strada verso questo obiettivo è ricco di insidie. Da sempre si sa che l’Atm sia in deficit e non c’era bisogno di Cateno De Luca e dei suoi colonnelli per scoprire l’acqua calda.

Facile chiuderla e licenziare il personale, ma un buon sindaco deve in primo luogo preservare il posto di lavoro e poi garantire un servizio adeguato che tenga conto dei criteri di economicitĂ . Del resto, non esiste azienda pubblica dei trasporti che produce utili, fatta eccezione per le grandi metropoli.

Oggi, il sindaco sul suo profilo Fb lancia l’ennesimo post tendente a spargere odio sociale nei confronti dei 74 lavoratori che si sono visti licenziare perché non vi sono risorse.

Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: servizio scadente e lamentele degli utenti.A ciò si aggiunga il clima di santa inquisizione con aggressioni ai lavoratori Atm per avere un quadro completo desolante.

Siamo d’accordo con il sindaco quando dice che si deve risparmiare, ma dia egli stesso il buon esempio evitando che vengano nominati consulenti per la razionalizzazione del traffico su gommato.

Infine, una domanda. Ma che piacere c’è a licenziare un lavoratore e mettere sulla strada un padre o una madre di famiglia?

Davide Gambale

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