Risanamento, il disarmante superficialismo di De Luca

La premessa è d’obbligo a scanso d’equivoci: siamo favorevoli al Risanamento. E stigmatizziamo l’operato della politica dal 1990 alla gestione Accorinti.

Detto questo passiamo alla definizione di superficialismo: “Si manifesta attraverso comportamenti che non badano più al concreto ma alla pura apparenza, che deve bastare a dare un’immagine temporanea di un qualsiasi prodotto dell’operato umano: dal lavoro svolto, ai servizi al pubblico, alle relazioni sociali e a quant’altro si possa includere. Tutto parrebbe quindi ricondursi ad un impegno sbrigativo ma che, agli occhi della gente, possa apparire ‘esteticamente rifinito’”.

L’operato di Cateno De Luca sembra essere così improntato al cosiddetto superficialismo: un modus operandi tipico, quindi, di chi cerca di apparire attraverso “colossali decisioni”, prese il più delle volte affrettatamente. Il caso delle scuole messinesi (chiuse e poi riaperte) ne è la prova lampante. Il tema del Risanamento sembra orientato verso uno spicciolo superficialismo benché l’argomento meriti la giusta attenzione. Badate bene, non vogliamo farne una colpa al sindaco, cui va ascritto il merito di avere riportato all’attenzione dell’opinione pubblica un tema dormiente per colpa delle precedenti classi dirigenti.

Oggi, giustamente, Lucio D’Amico su “Gazzetta del Sud”, scrive di un grande pasticcio, a proposito della sistemazione delle sei famiglie di Camaro, cui il sindaco ha consegnato l’ordine di sgombero delle rispettive baracche per ragioni di sicurezza. De Luca l’ordine l’ha firmato non appena è venuto a conoscenza del problema, però ad oggi non è stato in grado di fornire agli sventurati una degna sistemazione.

Il sindaco, solo a posteriori, s’è accorto che gli alloggi popolari che riteneva essere a disposizione del Comune o sono privi degli allacci dei servizi, o peggio ancora sono occupati abusivamente. Poi s’è reso conto che non esiste una graduatoria per fronteggiare l’emergenza abitativa rientrante nella cosiddetta legge ’90 sul Risanamento, né tanto meno per quelle famiglie in stato di indigenza.

Morale della favola, Cateno De Luca il tema del Risanamento lo sta affrontando con disarmante superficialismo che finirebbe per penalizzare ancora una volta gente che vive in autentici tuguri. Questo lo stanno capendo anche i messinesi che cominciano a nutrire seri dubbi sul suo operato. Del resto, il sindaco sta facendo una corsa contro il tempo, dal momento che ogni giorno che passa cominciano ad aprirsi delle crepe nel suo operato. Dalle parole, infatti, la gente pretende si passi ai fatti.

L’azione amministrativa di un sindaco non può essere giudicata solo in funzione dell’opera di maquillage della città che, ad onor del vero, appare più pulita in alcune zone. Altre, come quelle periferiche, vivono ancora uno stato di perenne abbandono.

Il tema è talmente complesso che i tempi dettati dal sindaco – senza avere fatto uno screening preventivo degli immobili disponibili pronta consegna – risultano un boomerang rispetto alla reale risoluzione del problema.

E’ innegabile che l’accelerata impressa da De Luca sia fondamentale per mettere pressione ai governi nazionale e regionale, ma non è detto che i tempi dettati dal sindaco possano sposarsi con quelli degli altri governi.

Domani, tuttavia, dopo l’incontro di oggi con Musumeci, sarà in giunta regionale e l’augurio è che possa tornare a Messina con risultati concreti rispetto alla dichiarazione dell’emergenza abitativa. Infine, occorre rilevare che non è detto che Musumeci attribuisca a De Luca i “poteri speciali”, potrebbe scegliere un altro soggetto che avrà il compito di gestire l’emergenza senza incorrere in disarmante superficialismi.

Davide Gambale

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