Cateno De Luca e la rivoluzione del “parolaio magico”

“Parole, parole”: correva l’anno 1972 e Mina cantava quella che sarebbe diventata una celebre canzone. E quante parole del sindaco Cateno De Luca in appena cinquanta giorni dal suo insediamento. Il primo cittadino con il suo “fare dialettico” è stato capace di “incantare” solo gli allocchi. Ogni giorno che trascorre si mettono a nudo i possibili fallimenti.

Ha fatto bene ieri la Uil a mettere in guardia i messinesi dall’atteggiamento del sindaco, capace di riversare insulti sui dipendenti del Comune (tutti indistintamente, compresi quelli che lavorano), perché con molta probabilità sta tentando di coprire i suoi fallimenti.

Ripercorrere a ritroso i primi 50 giorni di De Luca è utile per avere una visione di insieme di quello che è stato fatto (poco), e soprattutto di quello che avrebbe voluto fare con tempi da record del mondo.

Partiamo dalla chiusura delle scuole, ordinata ad inizio agosto. Il sindaco ha annunciato a modo suo che tutte le scuole di Messina e provincia non erano in regola e le ha chiuse tutte quante. Comprese quelle che erano perfettamente in regola e che hanno iniziato l’anno scolastico senza dover fare ricorso alle cosiddette “limitazioni”. Dopo lo screening delle scuole è venuta fuori una situazione meno drammatica di quella che il bravo De Luca aveva ipotizzato. Morale della favola: tutte riaperte e dal 25 settembre prossimo, con l’approvazione del “Milleproroghe” non vi sarà alcuna limitazione. Senza avere fatto alcun intervento. Bravo De Luca a sollevarsi da ogni responsabilità!

Passiamo agli impianti sportivi. Una bella mattina, il sindaco ordina la chiusura di tutti le strutture comunali perché insicure. Apriti cielo: le Federazioni e le società sportive sono salite sull’Aventino. E’ di ieri la notizia che tutte le palestre sono state riaperte, fatta eccezione per la Juvara. Interventi? Nessuno.

Passiamo alla dolente nota del Risanamento: De Luca in piena estata annuncia che entro il 31 ottobre i baraccati lasceranno i rispettivi tuguri. A un mese e mezzo dalla data indicata nessuno ha lasciato le baracche e, a meno che non decida il sindaco per un’autentica deportazione, siamo scettici sul rispetto di tale data.

Il nodo delle dimissioni. Il prossimo 30 settembre dovrebbe (il condizionale è d’obbligo), dimettersi dalla carica. Usa l’arma delle dimissioni per intimorire i consiglieri comunali, ma nutriamo fortissimi dubbi. Ci siamo chiesti se avrà le “palle” per farlo. Vedremo.

Andiamo alle cose fatte. Bisogna riconoscere che la città è più pulita, si sono rivisti i netturbini per strada. Chi ha buona memoria, però, ricorda che la stessa cosa accadde cinque anni fa con Accorinti.

De Luca è stata anche bravo a portare a termine la demolizione dell’unico immobile che impediva l’avvio dei lavori per il nuovo porto di Tremestieri. E’ stato bravo perché è arrivato finalmente il decreto della magistratura che ordinava la demolizione dell’immobile. Bravo e anche fortunato.

Per il resto, non riusciamo a trovare altre cose (reali), portate avanti da De Luca.

Davide Gambale

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