Edilizia, calo di occupazione. L’allarme di Tripodi e De Vardo (Uil)

Anche quest’anno la UIL Messina e la FENEAL UIL analizzano i dati del drammatico disfacimento di un settore che da sempre è stato il principale volĂ no economico di tutta la provincia messinese.

La diffusione e pubblicizzazione di un complesso ed analitico studio effettuato a cura della UIL Messina e della FENEAL UIL, basato su un’articolata elaborazione di dati certi e ufficiali provenienti dalla Cassa Edile, dall’Inps e dall’Inail, rappresenta l’occasione per lanciare, con la forza dei tragici numeri che sono emersi, un ultimo appello, ormai fuori tempo massimo, finalizzato ad evitare la definitiva cancellazione del settore dell’edilizia.

La lettura dei numeri consegna una situazione drammatica ed impietosa del comparto edile, settore storicamente propulsore dell’economia della provincia messinese, e, per molti versi, dell’intera economia nel nostro territorio.

I dati in questione sono terrificanti e vanno ben oltre anche le peggiori previsioni. L’analisi dei numeri fa emergere i grandi bluff che, da troppi anni, ha subito il territorio a causa di inerzia e incapacità politica ed amministrativa dei tanti governi locali, regionali e nazionali che si sono succediti.

Due sono io dati agghiaccianti che emergono su tutti: 1) nel giro di nove anni i lavoratori occupati sono scesi da 16.182 del 2009 a soli 4.187 del 2018. Si sono persi ben 11.995 posti di lavoro, vale a dire una secca diminuzione pari a -74% ; 2) il lavoro nero è vertiginosamente aumentato del 45%: i lavoratori in nero oggi presenti in un cantiere sono mediamente oltre il 70% della forza/lavoro.

Insomma, una vera e propria mattanza sociale che si coniuga ad uno spropositato e predominante impiego di lavoro irregolare che va a discapito dei diritti e della sicurezza dei lavoratori stessi.

In tal senso, il comparto delle costruzioni è costretto a piangere il sacrificio del povero Biagio Amendolia, lavoratore iscritto alla FENEAL UIL, il quale, qualche settimana fa, è volato dal sesto piano di un edificio cittadino ed è caduto sul lavoro a seguito di un tragico incidente che ha evidenziato come il bisogno e la fame di lavoro costringa i lavoratori a subire condizioni lavorative fuori norma e senza controllo.

Quella triste vicenda ha fatto emergere la grave ed inaccettabile concorrenza sleale nei confronti delle imprese virtuose che sino ad oggi sono state parte integrante nell’azione di traino del tessuto economico sociale del nostro territorio.

Ribadiamo con forza la necessitĂ  di interventi delle istituzioni volti a garantire la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ed in tal senso desideriamo pubblicamente ringraziare il Prefetto di Messina, dott.ssa Librizzi, per i segnali di attenzione e le azioni di forte discontinuitĂ  che, in questi mesi, ha messo in campo riguardo queste specifiche tematiche.

Anche sulla questione-sicurezza vi sono precise responsabilità della mala politica poiché enormi sono stati i tagli apportati alle DTL (ex Ispettorato del Lavoro), importanti organi ispettivi, che si reggono sullo spirito di servizio delle poche risorse umane disponibili. E’ del tutto ovvio che, nei cantieri edili, tutto ciò ha provocato forti elusioni contrattuali, fiscali e contributive, nonché il mancato rispetto delle più basilari norme di sicurezza sul lavoro.

Oggettivamente, soltanto invertendo questi numeri la cittĂ  metropolitana di Messina potrĂ  realisticamente pensare ad un futuro di concreto sviluppo che, accanto, agli enormi benefici che ne trarrebbe il territorio porterebbe ad un’inversione di tendenza sui numeri dell’occupazione per tantissimi lavoratori e per altrettante imprese.

Siamo certi che il neo sindaco De Luca e la sua amministrazione non posseggano la bacchetta magica per risolvere questa devastante crisi, ma siamo altrettanto convinti che sarebbe certamente piĂą opportuno utilizzare in maniera produttiva il tempo a disposizione.

Infatti, al netto della sovraespoosizione sui social, siamo persuasi del fatto che il sindaco debba mettere mano ai veri bisogni della nostra cittĂ  al fine di dare concrete risposte allo sviluppo infrastrutturale del territorio e all’emergenza occupazionale, per esempio, per le migliaia e migliaia di lavoratori edili oggi disoccupati o impiegati a serio rischio della propria vita, in cantieri nei quali la sicurezza ormai è incredibilmente diventato soltanto un costo da evitare e azzerare.

Sentir parlare di risanamento in maniera semplicistica, o come uno slogan trito e ritrito, è deprimente. Si tratta di un male atavico della nostra città che ci vede tristemente primeggiare in Europa per il maggior numero di baracche esistenti e di famiglie costrette a vivere in condizioni vergognose.

Dopo il colossale fallimento del progetto “capacity”, portato avanti dalla precedente amministrazione, adesso anche la giunta De Luca punta, nei fatti, a realizzare quel medesimo progetto che si caratterizza per l’individuazione di immobili sul mercato da destinare alle famiglie delle “favelas” messinesi: si tratta di un’idea che rischia di rappresentare soltanto un ritorno economico in favore degli addetti ai lavori, nonchè l’ennesima delusione per le famiglie interessate.

E’ del tutto evidente che, come affermiamo da troppo tempo, il risanamento non è piĂą rinviabile e, fra l’altro, può rappresentare l’occasione per rilanciare concretamente il comparto dell’edilizia e per dare finalmente risposte ai cittadini interessati attraverso la costruzione di nuovi immobili.

Altro fronte e quello della messa in sicurezza degli edifici scolastici, fare propaganda demagogica e lanciare proclami sensazionalistici del tipo “le scuole resteranno chiuse” serve a poco: anzichè invitare Salvini, il signor Sindaco dovrebbe chiedere un intervento legislativo straordinario finalizzato al riconoscimento di uno stato di “emergenza straordinaria” come accaduto in passato sia a Catania che a Reggio.

Per non parlare delle grandi incompiute sulle quali ne abbiamo ripetutamente evidenziato la gravitĂ  dello stato dell’arte: approdi Tremestieri, cantiere consegnato a febbraio e ancora oggi

ostaggio di burocrazia, rifacimento Via Don Blasco caduto nel dimenticatoio, copertura dei torrenti come quello Catarratti Bisconte opera da oltre 30 milioni di euro che doveva andare in appalto a maggio dopo oltre 20 anni, ma che ancora una volta è un miraggio, ma ancora la Fiera di Messina, il nuovo Tribunale, il Depuratore di Tono, ecc ecc.; per non parlare delle ingenti risorse previste dai fondi del master plan e dei patti per Messina e per la Sicilia.

Il Sindacato non pretende virtù divinatorie o bacchette magiche, ma auspica semplicemente la capacità amministrativa dei governi nazionale e regionale e dell’amministrazione cittadina.

Auspichiamo vivamente che la nuova amministrazione comunale metta in campo una seria pianificazione per l’edilizia.

I numeri tragici del settore dell’edilizia ci obbligano a lanciare l’ennesimo grido d’allarme finalizzato a sensibilizzare tutte le istituzioni al fine di avviare le opere finanziate, già appaltate e cantierabili in maniera tale da consentire una spinta propulsiva all’economia e allo sviluppo della nostra realtà.

Non dobbiamo più consentire ai nostri giovani, come fra l’altro certificato dai paurosi numeri pubblicati nei giorni scorsi dallo Svimez, di “emigrare” lontano da casa in cerca di occupazione e prospettive future che, oggi, con nostra grande rabbia Messina non riesce a garantire.

Noi non ci fermeremo: la UIL Messina e la FENEAL UIL proseguiranno, con forza e ad ogni livello, la battaglia per il lavoro, per un lavoro sicuro e, nel ricordo dell’estremo sacrificio del nostro caro Biagio Amendolia, per la rinascita economico-sociale del nostro territorio.

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