I vincoli di natura “affaristica” fra Barrile e Bommarito

“Altro soggetto imprenditoriale a cui la Barrile è legata da vincoli di natura affaristica è Sergio Bommarito, titolare tra le altre della FIRE Spa, società leader nel recupero crediti stragiudiziali, principalmente attraverso il sollecito telefonico e l’esazione domiciliare. In particolare, il Bommarito attravero la società FB5 Srl controlla il 100% della Fire Group, che a sua volta controlla totalmente la Fire Spa, la quale detiene anche una significativa quota azionali di Banca di Credito Peloritano”. E’ quanto riportato nell’ordinanza del gip Tiziana Leanza.

Assunzioni in cambio di favori

“Dall’attività di intercettazione emergeva una relazione di cointeressenza tra i due indagati (Barrile e Bommarito ndr), in forza della quale si scambiavano reciproci favori. La Barrile, in particolare, si adoperava per agevolare l’iter burocratico di talune pratiche di interesse del Bommarito, chiedendo e spesso ottenendo in cambio posti di lavoro per persone a lei vicine o sponsorizzazioni per società di suo interesse. Il primo colloquio veniva registrato nel mese di ottobre 2015. Dallo scambio di battute tra i due interlocutori si evinceva l’impegno speso dal Bommarito a favore della sistemazione lavorativa della figlia, fino a quel momento assunta con contratto a termine presso la Banca di Credito Peloritana (…). L’uomo rappresentava alla Barrile che, nonostante il suo interessamento non era stato possibile ottenere la proroga del contratto della figlia perché un’altra dipendente era rientrata in servizio dopo la maternità”.

Ecco la conversazione telefonica fra Bommarito e Barrile

“Ciao cara… non ti ho abbandonato, ti volevo dire che ho parlato, per adesso non c’è niente da fare perché sta rientrando quella dalla maternità. Per ora è meglio lasciare stare perché visto che rientra questa non possiamo assumere un’altra”.

Tuttavia, Bommarito assicurava che la ragazza essendo brava la tenevano in considerazione.

Le richieste di Bommarito

“Il Bommarito approfittava dell’interlocuzione per chiedere a sua volta una favore alla Barrile, ovvero una fornitura d’acqua che gli consentisse, in un momento in cui la città attraversava una grave crisi idrica, di tenere aperte le sue attività economiche”.

Ma dalle intercettazioni telefoniche si evince anche una richiesta di interessamento da parte della Barrile per una pratica riguardante una concessione edilizia per “Villa Bommarito”. L’imprenditore si era rivolto alla Barrile perché riteneva esagerata la pretesa da parte del Comune di 20mila euro per gli oneri concessori. “Ci penso io – ha detto la Barrile”. Morale della favola, la tassa è stata ridotta a 6mila euro grazie all’interessamento della Barrile. Ma l’ex presidente del Consiglio comunale si sarebbe “spesa” affinché l’Amam saldasse delle fatture alla Fire. La Barrile avrebbe svolto un ruolo di mediazione, come risulta dal verbale dell’interrogatorio cui è stato sottoposto lo stesso Termini.

Le richieste della Barrile

L’ex presidente del Consiglio comunale chiedeva all’imprenditore solo assunzioni e sponsorizzazioni per la squadra di pallamano. In particolare chiedeva che venisse assunta la figlia ed Angela Costa, all’epoca dei fatti titolare di un rapporto a tempo determinato con la Fire. La Barrile chiedeva che il contratto venisse trasformato a tempo indeterminato.

Revocata la misura cautelare per Bommarito

Il gip Tiziana Leanza, rilevato che nei confronti del Bommarito, pur sussistendo i gravi indizi di copevolezza allo stesso tempo non ricorrono i presupposti per l’applicazione della misura consistente nell’obbligo di presentazione agli uffici della Polizia giudiziaria.

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